Gioco
Bacino, paga l’Autorità Ma l’inchiesta dura da anni
Dopo il crollo sarà necessario effettuare i lavori di ristrutturazione. E la Corte dei Conti ha archiviato il procedimento aperto nel 2009
LIVORNO. Il portellone del bacino grande in muratura va a fondo e dagli abissi riemerge l’inchiesta penale aperta nel 2008 per verificare eventuali responsabilità sullo stato di abbandono della struttura data in concessione dall’Autorità portuale ad Azimut Benetti tra il 2003 e il 2009.Ad oggi, però, l’unica certezza riguarda chi dovrà pagare i danni del cedimento scoperto lunedì. Toccherà infatti all’Authority mettere mano al portafoglio per recuperare il portellone che chiude la bocca del bacino, un meccanismo che permettere di togliere l’acqua e mettere la nave in secca. Difficile, per il momento, capire i tempi e i costi.
Ecco perché c’è chi adesso tira in ballo l’indagine penale partita da un esposto firmato dall’allora presidente dei riparatori del porto Sebastiano Brasile: 180 foto che documentavo lo stato di abbandono del bacino a partire dal 2006, e mai arrivata ad una fine. Da tre anni l’inchiesta per il danneggiamento di bene demaniale e abuso d’ufficio è ferma. L’ultimo atto è del maggio 2009.Una novità però c’è e riguarda l’indagine della Corte dei Conti che ha archiviato la posizione di sei dirigenti di Azimut e Authority per un presunto danno erariale allo Stato.
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