Il Tirreno

Livorno

Maltempo, ognuno si paga i danni

di Anna Cecchini
Maltempo, ognuno si paga i danni

Mareggiata: serviranno due milioni per riparare i bagni, Gonnelli: «monitorare i moletti»

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LIVORNO. Due milioni di euro è la stima, ancora approssimativa, dei danni che il libeccio di sabato notte ha causato a stabilimenti balneari e strutture turistiche lungo viale Italia. I bagni Roma sono stati spazzati via dal vento e dalla potenza delle onde, che hanno danneggiato anche i Pancaldi e agli altri bagni sul lungomare.

I privati pagheranno di tasca propria. Ora, quando il vento si è placato, per i titolari delle strutture ricettive “divorate” dalla potenza delle onde arriva un’altra brutta notizia. Spetterà infatti ai privati, i singoli titolari di attività sul lungomare, pagare i danni che il maltempo dei giorni scorsi ha causato alle loro strutture. E sarà un pagamento piuttosto salato, almeno stando alla prima ricognizione effettuata ieri mattina dai tecnici del Comune. «Stiamo verificando - spiega Leonardo Gonnelli, capo della protezione civile - i danni a proprietà private e concessioni demaniali. Oltre ai Roma e ai Pancaldi ci risulta che anche il moletto di Quercianella sia stato molto danneggiato. Tra l’altro per questa struttura la Regione non ha deciso se è un approdo o invece porticciolo, per cui è difficoltoso capire chi deve fare la manutenzione, se il Comune o lo Stato». Gonnelli spiega che per quantificare esattamente l’ammontare dei danni dovranno passare ancora alcuni giorni. Ma chiarisce subito che i privati non avranno alcuna agevolazione per il pagamento degli interventi di riqualificazione legati alla mareggiata di sabato. «Come danni ai privati - dice Gonnelli - siamo già sopra i 2 milioni di euro. Considerando che questo evento non è stato dichiarato di rilevanza regionale, riveste carattere eccezionalità ma c’era soltanto un’allerta moderata, i privati non avranno contributi né dallo Stato né dalla Regione. Se le persone sono assicurate può darsi abbiano contributi da assicurazioni».

Per tetti e alberi caduti il Comune spende 25mila euro. Agli almeno due milioni di danni alle strutture private, si sommano i 25mila euro conteggiati al Comune per quelli che vengono considerati “interventi di tipo urbano”. «Messa in sicurezza di tetti volati - prosegue Gonnelli - e di coperture, anche in amianto, oltre che di alberi caduti: questi interventi, legati al forte vento, sono stati fatti da Aamps, vigili del fuoco e sono spese dirette per l’amministrazione comunale».

L’incognita dei moletti. Gonnelli avverte che gli effetti della mareggiata dei giorni scorsi potrebbero essere peggiori del previsto. L’incognita riguarda moletti e scogliere artificiali che costellano lo specchio d’acqua antistante l’intero lungomare livornese. «Si tratta di scogliere a protezione di stabilimenti o porticcioli - sottolinea Gonnelli -. Queste strutture sono state mosse dalla forte mareggiata, ora bisognerà controllarle una per una e capire se la situazione è ancora in sicurezza o bisognerà sistemarle. Se queste scogliere sono a protezione dei porticcioli la manutenzione spetta al demanio e quindi al Comune, se invece proteggono uno stabilimento spetta a i privati occuparsi della manutenzione. Il che significa che i due milioni di euro di danni già stimati per sistemare le attività sul lungomare sono destinati a lievitare non poco».

L’acquario rimane chiuso. Il coordinatore generale dell’acquario, Sara Marino, fa sapere che l’intenzione è quella di riaprire la struttura giovedì primo novembre, ma ancora non è chiaro se sarà possibile. «Della mareggiata non hanno risentito - spiega Marino - né gli animali né le vasche, e anche gli impianti elettrici non hanno subito danni». L’acqua ha invaso il parcheggio esterno dell’acquario e i percorsi intorno all’immobile, oltre che la facciata rivolta verso il mare. «Non siamo in grado - conclude il coordinatore - di quantificare i danni. Stiamo provvedendo a ripristinare ciò che è stato danneggiato. Lavoriamo nell’interno di aprire la struttura da giovedì primo novembre, anche perché in quei giorni avevamo in programma iniziative, ma non possiamo dare una certezza assoluta sulla data di riapertura».

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