Gioco
Separati e sfrattati, la foto dei livornesi
Dossier statistico della Provincia: il 60% dei matrimoni è celebrato in Comune, record regionale per quelli che finiscono
LIVORNO. Una città di separati, ma anche di sfrattati. E’ la fotografia che emerge dal Dossier Statistico 2012, curato da Simurg Ricerche, dalla Provincia e realizzato dall'Osservatorio Provinciale per le politiche sociali. «Questa pubblicazione offre un quadro molto accurato della nostra Provincia - spiega l'assessore alla qualità sociale Monica Mannucci - il cui scopo è quello di rendere disponibile una quantità di informazioni altrimenti difficili da reperire, fornendo uno strumento di valutazione utile per determinare le politiche da attuare nel territorio».
Il dossier permette di inquadrare la realtà territoriale con dati riguardanti le famiglie, la demografia, l'assistenza e la previdenza, la giustizia e la sicurezza, gli stranieri e il terzo settore. Da questa analisi emerge che Livorno è la città con il più alto numero di separazioni in Toscana e fra i più elevati in Italia. «Il fenomeno dell'instabilità dei legami familiari, si sta diffondendo rapidamente fino a giungere al dato del 33,8% nel 2010 e ne è stimata una crescita al 200% per questi ultimi due anni», sottolinea Faraoni, rappresentante della Simurg.
La separazione della famiglia influenza il benessere del nuovo nucleo e genitori single con figli a carico, diventano nuove categorie a rischio.
Ma la città è anche sempre più in impoverimento: gli indicatori degli sfratti registrano il rapporto più elevato nella regione con una media di 6 su mille.
Aumentano inoltre le richieste di contributi economici a discapito degli indicatori di reddito. Altro dato significativo è il numero dei matrimoni civili celebrati, arrivati al 60% del totale, con una tendenza sempre più in aumento. Ma se la città cresce è soltanto grazie alla presenza degli stranieri che colmano il saldo naturale altrimenti negativo. I residenti nella provincia ammontano a circa 340 mila. Sono sempre più numerosi gli anziani nel territorio, 2 per ogni giovane fra 0-14 anni, oltre 80mila e l'ARS stima che 6.500 non siano autosufficienti e 12mila a rischio. Un carico di assistenza notevole a cui si dovrà far fronte nei prossimi anni.
I portatori di handicap accertati nella provincia sono quasi 5300 e di cui quasi la metà gravi. Se da un lato aumentano le famiglie, circa 150 mila, ne diminuiscono i componenti. I minori sono circa 50mila e i servizi educativi, seppur in crescita, non coprono il fabbisogno delle famiglie che sono obbligate a rivolgesi a privati. Cresce il numero di delitti denunciati, ma l'indice di criminalità è al di sotto della media toscana assicura Mannucci. In crescita inoltre il numero di donne che si rivolgono ai centri antiviolenza provinciali, in particolare, 8 su 10, per denunciare il partner o l'ex. «Devoringraziare il terzo settore, il mondo del volontariato livornese attivo con 500 organizzazioni, che formano una rete di sostegno sociale di fondamentale importanza laddove il pubblico non riesce a intervenire», chiude l’assessore.
Giulia Mancini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
