Il Tirreno

Livorno

«Gli appartamenti di via Goito si faranno»

di Giulio Corsi
«Gli appartamenti di via Goito si faranno»

Il tribunale ammette la società al concordato e l’ex cda torna all’attacco «I cantieri potrebbero ripartire a gennaio, tutti i soci avranno le loro case»

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LIVORNO. Possibile che un quasi crac da 25 milioni di euro creato in cinque anni possa annullarsi in soli sessanta giorni? Possibile che la bacchetta magica di un concordato possa di colpo accontentare una serie di fornitori che avevano crediti per tre milioni, tre banche che di crediti ne avevano per 14 milioni e soprattutto 78 famiglie che avevano anticipato quasi otto milioni di euro di caparre che sembravano svanite nel nulla? E’ quello che sostengono gli ex vertici di Coop Italia, la società di costruzioni titolare del cantiere mai finito su Scali delle Macine, di quello mai iniziato in via Goito, di quello lasciato a metà di via Donnini e di quello mai rogitato di piazza Villa Chayes. «A gennaio potrebbero ripartire le gru e in poco tempo potrebbero essere portati a termine i cantieri rimasti fermi. E se la liquidità tornerà a girare, in due, tre anni potrebbe andare in porto anche via Goito», sostiene l’avvocato Franco Balestrieri, legale dell’ex presidente della Coop Mauro Mannelli.

Che cosa è successo di così travolgente da dipingere un cielo roseo su una situazione contabile finora drammatica? E’ successo che ieri il tribunale di Livorno ha sciolto la riserva ammettendo la cooperativa al concordato preventivo. La decisione scombussola nuovamente il tavolo e apparentemente va in contraddizione col decreto che il ministero dell’economia aveva ememanato - anticipando il tribunale e dunque togliendogli la titolarità sulla questione - con cui si deliberava la liquidazione coatta amministrativa, decapitando i vertici societari. «Ma il concordato preventivo potrebbe coesistere con la liquidazione», è la tesi dell’avvocato Balestrieri. «E poi - aggiunge – i commercialisti Guerrini e Vitti hanno presentato un atto al ministero in cui si evidenziano una serie di vizi formali che porterebbero all’annullamento del decreto. E noi potremmo opporci al provvedimento».

Ieri, davanti all’accoglimento della domanda di concordato, gli ex vertici di Coop Italia hanno esultato. Sostenendo che dovrebbero sentirsi sollevate anche le 78 famiglie livornesi che avevano anticipato fino a duecentomila euro a testa per la casa dei sogni diventata d’un tratto la casa degli incubi. E’ vero? Le ricadute del concordato sono triplici. Sicure quelle sul vecchio consiglio d’amministrazione della coop, ipotizzabili quelle sui creditori, da capire quelle sui soci. Cominciamo dal consiglio d’amministrazione: se il concordato verrà accettato e la liquidazione coatta annullata i reati fallimentari a carico di Mannelli e dei suoi consiglieri verrebbero meno. Si capisce bene l’esultanza. I creditori: come in ogni concordato i fornitori si accorderanno per recuperare una parte del credito. Che in totale ammonta a tre milioni per le varie ditte di costruzioni, su tutte la Clc, e 14 milioni verso le banche. Secondo l’avvocato Balestrieri si ipotizza un recupero di oltre il 60% del credito accumulato. Come? Con i rogiti che finalmente ripartirebbero. Infine i soci: «Non perderebbero praticamente niente di quel che hanno versato, perché la costruzione della loro casa verrebbe terminata e si troverebbero a versare le spese di gestione dovute alla coop e il saldo, potendo finalmente rogitare».

Guerrini e Vitti hanno sessanta giorni di tempo per presentare il dettaglio del piano. Di cui però la linea principale già è trapelata, pur senza conferme ufficiali: Clc e gli altri fornitori riprenderebbero i lavori portando a termine i cantieri (e incrementando ancora il loro credito). I soci salderebbero e rogiterebbero l’acquisto delle loro nuove abitazioni, su cui verrebbero ritirate le ipoteche. «Essendo solo un problema di liquidità ad aver bloccato Coop Italia, con la ripartenza dei cantieri il meccanismo ripartirebbe e a dominio arriverebbe fino a via Goito», sostiene Balestrieri. «Possiamo pensare che potrebbe accadere tutto già a gennaio 2013». Possibile? Detta così sembra troppo facile per essere vero. Il tempo darà presto una risposta.

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