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Livorno

il consigliere disabile

Vergili: «Auto, scooter e bici così il marciapiede è un ring»

Vergili: «Auto, scooter e bici così il marciapiede è un ring»

LIVORNO. «Ha presente quando parcheggiano nel posto dei disabili e dal finestrino dicono: “Cinque minuti, lascio il bimbo a scuola e riparto”. Ecco, quei cinque minuti sono un bel problema...»....

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LIVORNO. «Ha presente quando parcheggiano nel posto dei disabili e dal finestrino dicono: “Cinque minuti, lascio il bimbo a scuola e riparto”. Ecco, quei cinque minuti sono un bel problema...». Valerio Vergili, 33 anni, consigliere comunale del Pd, è un «diversabile», come si definisce sul profilo online del Comune. Laureato in psicologia a Padova, specializzato in psicologia dello sport a Torino, convive dalla nascita con sedia a rotelle e piccole grandi difficoltà quotidiane. «Ma sia chiaro – mette subito i puntini sulle ì – nella mia condizione di disabilità mi sento fortunato...».

Vergili abita in via della Cappellina e per raggiungere il Comune attraversa il Pontino. Spesso con lui c’è Lorenzo Del Lucchese, consigliere venticinquenne col quale non condivide la fede politica (sorride: «Eccolo, il dipietrista...»), ma una bella amicizia. «Certi comportamenti che ai più sembrano insignificanti – ripete – creano forti difficoltà ai disabili. Un esempio sono le auto parcheggiate nelle strisce gialle senza il contrassegno: quei “5 minuti” di qualcuno possono impedirci di vivere come gli altri. Poi ci sono le cacche dei cani sui marciapiedi: io vengo spinto, me la cavo, ma chi ha più autonomia di me e spinge da solo la carrozzella deve avere cento occhi». «Comunque – ironizza – il problema si presenta raramente, perché 99 su 100 sul marciapiede non ci posso salire: pur essendoci lo scivolo, auto (anche delle forze dell’ordine), motorini e bici bloccano il passaggio. La cosa peggiore è quando legano le bici ai pali e resti incastrato».

«Il concetto di città accessibile – chiosa – non deve essere circorscritto alla disabilità, ma allargato a tutte le persone che possono avere difficoltà a spostarsi per strada: mamme con i passeggini, anziani». «Un problema tutto culturale – gli fa eco Del Lucchese – in Germania nessuno si sognerebbe di parcheggiare al posto dei disabili: è come ci fosse una buca».

Negli ultimi due anni, rivendica Vergili, «per ovviare a questi comportamenti mi sono dato da fare: intanto ho tirato fuori dal cassetto del Comune il Peba, Piano per l’abbattimnento delle barriere architettoniche». Un pacchetto da un milione di euro per installare semafori sonori, attrezzare percorsi per non vedenti, i marciapiedi. «I primi interventi – spiega – sono andati a segno, ad esempio sugli scali D’Azeglio». Vergili parla anche della barca appena inaugurata per i disabili, del maneggio alla Puzzolente e della piscina attesa al parco del Mulino: «Far decollare questi progetti è stata una lotta perché le risorse sono sempre meno. Ma non è vero che non facciamo niente per i disabili, questi esempi concreti lo dimostrano». (j.g.)

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