Il Tirreno

Livorno

«Gli appartamenti di via Goito si faranno»

«Gli appartamenti di via Goito si faranno»

Il tribunale ammette la società al concordato e l’ex cda torna all’attacco. «I cantieri potrebbero ripartire a gennaio». Speranza per 78 famiglie che avevano versato 8 milioni di caparre per una serie di cantieri mai terminati (o iniziati)

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Possibile che un quasi crac da 25 milioni di euro creato in cinque anni possa annullarsi in soli sessanta giorni? Possibile che la bacchetta magica di un concordato possa di colpo accontentare una serie di fornitori che avevano crediti per tre milioni, tre banche che di crediti ne avevano per 14 milioni e soprattutto 78 famiglie che avevano anticipato quasi otto milioni di euro di caparre che sembravano svanite nel nulla? E’ quello che sostengono i vertici di Coop Italia, la società di costruzioni titolare del cantiere mai finito su Scali delle Macine, di quello mai iniziato in via Goito, di quello lasciato a metà di via Donnini e di quello mai rogitato di piazza Villa Chayes. «A gennaio potrebbero ripartire i lavori e in poco tempo potrebbero terminare quelli dei cantieri già aperti. E se la liquidità tornerà a girare in due anni potrebbe andare in porto anche via Goito», sostiene l’avvocato Franco Balestrieri, legale dell’ex presidente della Coop Mauro Mannelli. A modificare la situazione e far esporre così gli ex vertici della coop la decisione del tribunale di Livorno che ha sciolto la riserva ammettendo la cooperativa al concordato preventivo.

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di Redazione web