Sicurezza
Crac della cioccolata, cinque a processo
Rinviati a giudizio gli ex proprietari del magazzino Alpe e gli attuali gestori: l’accusa è di bancarotta fraudolenta, prima udienza a febbraio
LIVORNO. In cinque andranno a processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il “crac della cioccolata”. Così ha deciso il giudice per l’udienza preliminare, Giovanni Zucconi in merito all’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza a partire dal maggio del 2011, sui passaggi di gestione e proprietà dell’ex Magazzino Alpe. Ovvero lo storico negozio di dolciumi al numero 5 e 7 di via della Pina d’Oro, nato a metà degli anni Sessanta, che ora si chiama “Dolci sogni”. A insospettire gli investigatori – come si legge nel capo d’imputazione - «l’occultamento dei libri contabili che non ha reso possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari». Al centro anche l’accusa di «aver distratto dal patrimonio del Magazzino Alpe srl, società dichiarata fallita dal tribunale di Livorno il 4 ottobre 2010, i beni aziendali contenuti nell’esercizio commerciale». A processo andranno gli ex proprietari del magazzino Alpe e gli attuali gestori: l’accusa è di bancarotta fraudolenta. La prima udienza è fissata per il prossimo 6 febbraio, dove per il proscioglimento di alcuni indagati potrebbe bastare agli avvocati presentare il no del tribunale civile al fallimento della società Dolci sogni sas.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
