Gioco
Super debito dell’Aamps ma la Provincia è generosa
Palazzo Granducale deve avere 852mila euro: per salvare l’azienda del Comune è pronto sia a cambiare il regolamento che a dilazionare la riscossione
LIVORNO. Ieri mattina la prima commissione provinciale che si occupa di Affari istituzionali ha approvato, non senza polemiche, una modifica al Regolamento per le entrate provinciali fatto apposta per aiutare Aamps. Così si è scoperto che l’azienda pubblica che gestisce i rifiuti ha accumulato nei confronti di Palazzo Granducale un debito super: 852 mila euro, che corrisponderebbero alle percentuali di Tia (la tariffa di igiene ambientale) mai versate all’ente dopo la riscossione.
La commissione, così, grazie all’ok del Pd, ha aperto al piano di rientro dai debiti proposto dall’amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, ai creditori: un piano milionario (Aamps deve dare 20 milioni ai fornitori e ne deve avere altrettanti di Tia, anche dagli enti pubblici e dallo Stato) che prevede la restituzione a rate, fino a quattro anni, a interessi zero.
La modifica a Palazzo Granducale è passata nonostante la durissima protesta dei consiglieri del Pdl Alessandro Corsinovi e Costanza Vaccaro (presente anche il capogruppo Massimo Malanima). Perplesso anche Enrico Celanti (Idv). Se il consiglio darà l’ok, d’ora in poi «...nel caso di crediti verso enti o società di intera proprietà pubblica, indipendentemente dall'ammontare dell'importo del credito, al fine di evitare la crisi societaria possono essere accolte richieste di dilazioni, in qualsiasi momento presentate e in qualsiasi modo articolate, anche senza l'acquisizione di garanzia».
«La norma è ingiusta – interviene Corsinovi – e lesiva dell’equità di trattamento tra soggetti pubblici e privati. Una norma viziata da elementi di illegittimità: escludere l'obbligo di dover corrispondere il pagamento di quanto dovuto alla Provincia con una modifica del regolamento e consentire la dilazione dei pagamenti per fare un favore a una società municipalizzata è incredibile».
«La Provincia – aggiunge con Vaccaro – ha già tanti problemi e sarà difficile chiudere il bilancio 2012 per i tagli del governo: con questa decisione non si fanno gli interessi dell'amministrazione provinciale e dei cittadini, ma quelli particolari di un’azienda che negli ultimi anni ha dimostrato il fallimento delle politiche di spesa, di gestione, di investimenti». Ora la parola passa al consiglio dove si annunciano scintille. Anche perché all’interno della stessa maggioranza sembra esserci chi nutre forti perplessità.
Juna Goti
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