Il Tirreno

Livorno

Iva sulla Tia, guerra per i rimborsi

Iva sulla Tia, guerra per i rimborsi

Contro l’ex municipalizzata al via la class action di una associazione di consumatori

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LIVORNO. Evidentemente per farla finita con l’applicazione dell’Iva sulla Tia (l’ex tassa rifiuti) non basta che l’abbia dichiarata illegittima la Corte Costituzionale (con la sentenza n. 238 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel luglio di tre anni fa) né che l’abbia ripetuto la Corte di Cassazione (quinta sezione civile con la sentenza n. 3756 del 9 marzo scorso). E l’Iva continuiamo a vedercela piombare nel conto della Tia da pagare per il servizio di nettezza urbana.

È da tempo che le organizzazioni dei consumatori dànno battaglia su questo fronte. Una di esse, Altroconsumo, adesso torna alla carica con un doppio annuncio: da un lato, ha messo in pista 67 diffide con «l'intimazione a sospendere la riscossione dell'imposta e a rimborsare i cittadini» (56 dirette alle principali municipalizzate e le altre 11 a Comuni che gestiscono direttamente la Tia); dall’altra, il via a otto class action verso le maggiori municipalizzate come qualcosa di simile a vertenze-pilota. Fra le otto aziende nel mirino c’è anche l’Aamps livornese.

Tutto nasce dal fatto che la Tia è di fatto un tributo e la giurisprudenza nega la legittimità dell’applicazione. Si tratta di importi variabili: secondo le stime dell’associazione consumerista, la cifra da ottenere come rimborso per l’Iva (illegittima) già pagata negli anni passati «dovrebbe essere compresa fra i 70 e i 150 euro complessivi».

Il sito di Altroconsumo.it informa che «ai consumatori che chiameranno il numero verde 800.18.99.72 sarà messo a disposizione un modulo di richiesta di rimborso da inviare alla municipalizzata». Il servizio è attivo «dal lunedi al sabato dalle 9 alle 20 (esclusi festivi)ed è gratuito anche dai cellulari».

La class action prende di mira le singole ex municipalizzate ma, in realtà, è da più di un anno che la questione è al centro di un braccio di ferro fra il ministero dell’economia, il Parlamento, il fronte delle aziende del settore e gli enti locali. Con un segnale-chiave: le ex municipalizzate dicono che non tocca a loro rimborsare l’Iva che riscuotono per conto dello Stato, ma il governo fa melina perché ha detto che è in gioco una montagna di soldi, fra uno e due miliardi di euro a livello nazionale, e non intende tirarla fuori.

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