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Livorno

SOS CASA

Davanti alla prefettura protestano gli inquilini

LIVORNO. Quando perdere il lavoro significa perdere la casa. Nella nostra provincia si è registrato un vertiginoso aumento degli sfratti con il crescere dell'aggravarsi della crisi. "Abbassare gli...

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LIVORNO. Quando perdere il lavoro significa perdere la casa. Nella nostra provincia si è registrato un vertiginoso aumento degli sfratti con il crescere dell'aggravarsi della crisi. "Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti": lo chiederanno domanie Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini davanti alla prefettura nella giornata nazionale di mobilitazione degli inquilini.

Con il sostegno di Cgil, Cisl e Uil scenderanno in strada per consegnare al prefetto un documento nel quale domanderanno di garantire sostegno e protezione alle famiglie che restano senza alloggio. Verrà chiesto un controllo maggiore da parte della Guardia di Finanza nella lotta all'evasione dei contratti in nero ed irregolari, affinché siano tutelati sia gli affittuari che i concedenti. In particolare viene chiesto al sindaco di mantenere la promessa fatta di abbassare l'Imu al 2%, nella misura prevista dal 1998 al 2011 con l'Ici, agevolando il rilancio dei canoni concordati a discapito dei canoni liberi e diminuendone il vantaggio fiscale.

Non avere un contratto a canone concordato – è stato detto presentando l’iniziativa – spesso significa per l'inquilino essere vittima di contratti illegittimi, pagare molto più di quanto dovuto. Le associazioni invitano gli inquilini a rivolgersi presso le loro strutture per ricevere consiglio: in molti casi sono previsti rimborsi laddove vi sia illegalità. «Anche nel caso in cui la persona sia già inserita nella graduatoria dell'assegnazione di un alloggio – spiega Braccini (Sunia) – trascorre più di un anno e mezzo in molti casi prima che sia disponibile».

«Dietro le statistiche vi sono le storie di persone che per morosità incolpevole non possono più pagare l'affitto, famiglie che sono costrette a tornare a casa dei genitori e per mancanza di spazio sono obbligate a disgregare il nucleo familiare», incalza Geremia Merlone (Sicet) chiedendo «una proroga degli sfratti al 31 dicembre 2013, la detrazione per tutti gli inquilini del 19% sui canoni pagati, l'agibilità abitativa per immobili pubblici inutilizzati e imposte Imu più alte per case sfitte da più di tre anni». Sarà chiesto di rifinanziare il fondo agli affitti tramite una nuova convenzione nazionale che costituisca una garanzia per chi resta senza lavoro, perché «la casa è un diritto per tutti».

Giulia Mancini

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