Il Tirreno

Livorno

«Versilia e Massa unite a Livorno»

Kutufà rilancia e polemizza sui commissari: se saltano i presidenti dovranno saltare questori e prefetti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. E alla fine la telenovela delle province ritornò come era alle origini: Pisa e Livorno insieme, da sole, con la città amaranto capoluogo. Ma finita una storia, un’altra serie di problemi sono destinati a nascere adesso che la tiritera dei territori sembra essere stata spazzata via dal no netto che il governo ha detto ad ogni tipo di deroga, cancellando la possibilità di Arezzo di far parrocchia a sè, ma soprattutto l’ipotesi di vedere Prato e Pistoia unite e Massa e Lucca sotto Livorno insieme a Pisa.

Il nuovo capitolo della saga ora si chiama commissari. Ed è una partita importante : perché se è vero che il governo ha intenzione di dar vita ai nuovi superenti a partire da giugno 2013 - che tradotto in tempi amministrativi significa dopodomani - è ancora più vero che la partita si giocherà di corsa e probabilmente aprirà un’altra serie infinita di polemiche, scontri, anche rese dei conti. Prima domanda: chi sarà il commissario della nuova provincia di Pisa e Livorno? Le possibilità sono due, anzi quattro ma dovrà decidere il governo, così come per tutte le altre situazioni simili in Italia. Le ipotesi sul tappeto sono che diventi commissario pro tempore o l’ex presidente di una delle due ex province autonome o uno dei due prefetti. Su chi cadrà la scelta? E soprattutto quali criteri la indirizzeranno? Facendo i nomi: il commissario che da luglio prossimo guiderà la superprovincia di Livorno e Pisa sarà Giorgio Kutufà o Andrea Pieroni, il prefetto di Livorno Costantino o quello di Pisa Tagliente? «La situazione è molto delicata. Una cosa è certa però, a mio avviso - mette in guardia il numero uno di palazzo Granducale Giorgio Kutufà -: se il commissario sarà unico per due province, dovrà essere unico il questore, il comandante dei carabinieri, il provveditore e tutti gli altri vertici oggi ordinati a livello provinciale. Non accetteremo che taglino solo da una parte». Come dire: in otto mesi potrebbe avvenire una vera e propria rivoluzione.

Kutufà lo sostiene da mesi e adesso i fatti gli stanno dando ragione. Tantopiù che a quanto sembra il consiglio dei ministri potrebbe emanare il decreto sugli accorpamenti già il 31 ottobre senza neanche attendere la sentenza della Corte Costituzionale prevista per il 6 novembre. Il che significa che non solo il governo si sente forte nell’aver ragione dalla Corte ma anche che c’è tutta l’intenzione di correre. «Il fatto - commenta Kutufà - è che più si entra nell’operatività di questa riforma più ci si rende conto di quanto sia complessa e di quanto invece i tempi necessari fossero più lunghi. Prendete il mostro Prato-Pistoia-Lucca-Massa: lì dovranno saltare tre prefetti, tre questori e così via. Sarà una situazione ingestibile. A questo proposito a mio avviso sarebbe opportuno pensare di rivedere i confini delle ex provincie e iniziare a discutere seriamente di unire i territori della Versilia e di Massa a quelli di Livorno. Anche perché temo davvero che alla fine prevalga l’ipotesi del governo di non dare deroghe che è di gran lunga la peggiore mentre la stessa non decisione della Regione Toscana dimostra quante difficoltà abbiamo avuto qui a definire scelte condivise».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web