Gioco
SOTTO I VESTITI IL FANTASMA DEL CINEMA
di CRISTIANA GRASSO Se la festa livornese di H&M fosse stata una striscia a fumetti le nuvolette “del pensiero” sopra le teste degli invitati, tra le pile di maglioni con gli strass e stivaletti...
di CRISTIANA GRASSO
Se la festa livornese di H&M fosse stata una striscia a fumetti le nuvolette “del pensiero” sopra le teste degli invitati, tra le pile di maglioni con gli strass e stivaletti fashion globalizzati, i mille colori e le luci accecanti, avrebbero raccontato due storie diverse. Storia numero uno, quella di c’era una volta. Qui dove ora c’è l’ennesimo parco della moda a buon mercato c’era una volta la Gran Guardia, il cinema che ospitò l’anteprima di “Tutti a casa” che proprio a Livorno era stato girato. Storia di chi era bambino il Natale della “Carica dei 101” e c’erano solo posti in piedi, storia di chi tra i grandi sorrisi dei commessi e il set fotografico stile festival cerca di ritrovare qualcosa della sala, del palcoscenico, dello schermo, del botteghino di legno e delle tende verdi, e non trova niente di niente. Storia di chi, come Martina che ha 25 anni, non degna di uno sguardo i tubini neri e dice “Ci ho visto per tre volte il Re Leone”.
Storia numero due. Quella delle ragazze in minigonna sui tacchi altissimi e i ragazzi giacca-camicia-capellolunghettoche si godono la festa, gli stuzzichini serviti dai camerieri e il prosecco, e neppure sospettano che tra i cappottini multicolor aleggino fantasmi hollywoodiani o della Cinecittà che fu. Oppure lo sanno ma non ne fanno un dramma - i tempi cambiano, i luoghi pure - e intanto si riempiono le shopping bag approfittando dello sconto speciale per gli ospiti della serata, rimbalzano da un angolo all’altro e sembrano felici di esserci. La nuvoletta dei loro pensieri non minaccia di scoppiare di nostalgia ma galleggia nell’euforia del presente, presente di consumi scaccia-crisi e di party che ha il sapore della metropoli, i faretti potentissimi contro il buio in sala e il buio vero che ha fatto chiudere tante sale, la Gran Guardia una tra le tante. Solo dopo i titoli di coda, quando la festa finisce e si spengono le luci, il presente e il passato sembrano riconciliarsi. Con il vecchio stemma della Gran Guardia, unico cimelio superstite, che domina l’entrata e vigila, con saggezza degli anziani, su questo pazzo mondo dove kolossal non sono più i film ma i marchi d’abbigliamento che conquistano il mondo.
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