Il Tirreno

Livorno

Nuovi radar e ordinanze anti inchino

di Lara Loreti
Nuovi radar e ordinanze anti inchino

Ieri a Firenze la firma del protocollo tra Capitaneria e Regione. L’ammiraglio Dell’Anna: «Risultato importante»

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LIVORNO. Divieto di navigazione a due miglia dalle coste toscane protette e quattro nuovi radar da installare in punti strategici della costa per monitorare passo dopo passo il movimento delle navi. È la risposta della Capitaneria e della Regione alla serie di incidenti che ci sono stati negli ultimi tempi in mare, in primis la tragedia della Concordia e il caso dei fusti tossici caduti al largo della Gorgona.

L’intesa è stata raggiunta ieri a Firenze in Regione in un incontro importante a cui ha preso parte l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, comandante della Direzione marittima e della Capitaneria di Livorno, insieme al governatore Enrico Rossi, al comandante generale del corpo delle Capitanerie di porto, Pierluigi Cacioppo, e al sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta. All’incontro c’erano anche i rappresentati dei vari comuni costieri coinvolti, e per Livorno era presente l’assessore all’ambiente, Mauro Grassi.

Sono due le novità emerse ieri. Per prima cosa ci sono le ordinanze delle Capitanerie che fissano a due miglia il limite oltre il quale le grandi navi non posso avvicinarsi al perimetro esterno del parco, nei territori marini sottoposti a tutela. Per quanto riguarda Livorno, le zone interessate dalle ordinanze sono la Meloria e la Capraia. Per quanto concerne la Gorgona, invece, è prevista una deroga: il limite infatti scende a 0.7 miglia per garantire la continuità territoriale, oltre che l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto livornese.

Le ordinanze di divieto fanno seguito al “decreto-rotte” (noto anche come anti inchini, con riferimento alla tragica manovra della Costa Concordia) firmato a marzo scorso dai ministri Corrado Clini e Corrado Passera, anche su forte richiesta della Regione Toscana.

I quattro nuovi radar, invece, nel nostro territorio monitoreranno l’isola di Gorgona - dove, come spiega l’ammiraglio Dell’Anna, il dispositivo è già stato messo - e la Darsena Petroli in porto. Poi saranno installati nella località Poggio Batteria (Piombino) e presso il sito dell’Aeronautica militare a Monte Argentario.

«Il radar è uno strumento idoneo per il monitoraggio del traffico che interessa il nostro mare perché ci permette di controllare se le navi rispettano i divieti posti dalle ordinanze- dice Dell’Anna - Quindi, nel caso in cui una nave si fermi o abbia una rotta sospetta, noi possiamo contattarla via radio. Poi, se non rispondesse, potremmo tentare di raggiungerla con una motovedetta. È chiaro però che in mare non è come in strada, è tutto più difficile. E in un caso come quello della Concordia, con qualsiasi tipo di apparato, avremmo potuto fare poco». Dell’Anna esprime soddisfazione per le intese firmate: «Sono risultati importanti che migliorano il nostro lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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