Il Tirreno

Livorno

L’ombra di Cardosi in aula per il furto di due lucchetti

di Federico Lazzotti
L’ombra di Cardosi in aula per il furto di due lucchetti

L’ex vigile capellone scomparso due mesi fa compare nella lista degli imputati. Il giudice dopo un’udienza lampo archivia il procedimento penale

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LIVORNO. Sono le 10,28 quando il giudice Carlo Cardi si fa strada con le mani in mezzo alla pila di fascicoli che tiene sul tavolo alla sua destra. Ne estrae uno con la copertina bianca, è uguale agli altri, ma più sottile, sopra c’è una scritta nera. Lo apre, guarda la prima pagina e chiama a voce alta: «Procedimento Cardosi».

L’ombra dell’ex vigile capellone, scomparso quasi due mesi fa a 69 dopo una vita a metà tra Serpico e Forrest Gump, si materializza nella lista degli imputati a metà tra il procedimento contro Saif Abou Arras, a giudizio per «resistenza a pubblico ufficiale ed altro» e quello a carico di «Chirchetti più tre», una storia vecchia di sei anni per un presunto furto avvenuto in porto nel 2006.

Anche la contestazione nei confronti di Gianpaolo Cardosi – si legge nel capo d’imputazione – è quella per furto aggravato avvenuto il 15 marzo 2010, quando – secondo gli inquirenti – l’ex vigile entrò in quello che era stato per anni il suo appartamento, al numero 16 di Brigate Garibaldi, impossessandosi dei due lucchetti che erano «posti a chiusura della porta sottraendoli al proprietario con l’aggravante di aver commesso il fatto con violenza sulle cose».

L’aula B del tribunale di Livorno, all’ora dell’udienza, è pressoché deserta per via dello sciopero degli avvocati difensori. Il clima è surreale: niente chiacchiericcio e né via vai di testimoni, curiosi e difensori.

Al posto che di solito viene occupato da uno dei pubblici ministeri c’è un vice procuratore aggiunto. Nei banchi che stanno alle sue spalle un praticante e un avvocato un po’ annoiati aspettano il loro turno per conoscere la data alla quale sarà rinviato il procedimento che interessa il proprio cliente. L’unico a muoversi avanti e indietro all’interno dell’aula è l’avvocato Carlo Sacchelli, storico difensore dell’ex vigile capellone.

«In questo procedimento – spiega – non sono nemmeno il suo legale, ne ha uno d’ufficio, ma se non dovesse venire lo sostituisco volentieri». Nemmeno il tempo di finire la frase e dalla porta entra la collega Eloisa Viggiani, a suo tempo nominata dalla polizia giudiziaria che si è occupata dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Paola Rizzo.

Il certificato che attesta la scomparsa dell’imputato è stato trasmesso al Tribunale nei giorni scorsi. Così al giudice basta allegarlo al fascicolo prima di formulare la sentenza: «Dichiara non doversi procedere nei confronti di Gianpaolo Cardosi perché sopraggiunta la morte dell'imputato e per questo dichiara concluso il procedimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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