Gioco
Catina torna in mare Libera la tartaruga trovata in fin di vita
Pe tre mesi è stata curata nell’acquario di Livorno una famiglia l’aveva avvistata durante una gita in barca
LIVORNO. Due “bambine” di 10 anni i cui destini si sono intrecciati. Maria e Catina, una giovane studentessa e una tartaruga marina salvata in extremis dalla morte.
Ieri mattina l'esemplare di tartaruga è stato riportato nel suo habitat naturale dopo aver ricevuto le cure dei biologi dell'acquario di Livorno.
Era il 20 luglio scorso quando una famiglia di Sarzana, durante una gita in barca a vela, ha avvistato l'animale. La prima a scorgere la tartaruga è stata Maria Iside Fiore di appena 10 anni, in vacanza nell'arcipelago Toscano con genitori e parenti. Catina, questo il nome che la bimba ha dato alla tartaruga, non riusciva più a nuotare, era praticamente ferma e parzialmente rovesciata. La famiglia Fiore si è subito messa in contatto con la Capitaneria di Porto che ha dato il consenso al recupero dell'animale. L'esemplare è stato poi affidato alla Polizia Penitenziaria di ritorno dalla Gorgona che ha consegnato Catina alle sapienti mani dello staff dell'acquario di Livorno.
«Quando l'animale è arrivato qui – racconta Thomas Magliocco, responsabile del dipartimento di acquariologia - non aveva all'apparenza alcun problema e non era ferita. Successivi esami diagnostici ci hanno permesso di individuare corpi estranei nell'apparato digerente che avevano provocato un'infezione».
Catina insomma, come spesso accade alle tartarughe, golose di meduse, aveva ingerito erroneamente sacchetti di plastica che, parzialmente digeriti, avevano formato una sorta di tappo nello stomaco e nell'intestino e avevano causato un'infezione. Ci sono voluti quattro mesi prima che la tartaruga fosse riabilitata e messa in forze. L'esemplare di "Caretta Caretta", la tartaruga più comune nelle acque del Mediterraneo, pesa più di 30 chili e in base alle misurazioni effettuate dovrebbe avere all'incirca 10 anni di vita.
Un bambina, visto che per questi animali l'aspettativa di vita supera i 90 anni. Ieri mattina, grazie a due imbarcazioni messe a disposizione dai Vigili del Fuoco e alla collaborazione di Arpat, l'animale è stato portato a 6 miglia dalla costa e rilasciato nelle acque al largo delle secche della Meloria. Per l'acquario di Livorno si tratta di un'esperienza unica nel suo genere. Catina, o meglio l'esemplare CSC0359, è stata munita di una targhetta di riconoscimento così che, nel caso in cui fosse ripescata o trovata nuovamente in situazione di difficoltà, potrebbe essere identificata e riportata all'Acquario di Livorno.
«Si tratta di animali sostanzialmente onnivori – spiega ancora il biologo – capaci di attraversare un oceano alla ricerca di cibo. Non vivono in gruppo, si ritrovano solo per l'accoppiamento o in aree ricche di approvvigionamento». A salutare la tartaruga, pronta per iniziare questa sua seconda vita c'era anche Maria, la piccola amica che l’ha salvata la scorsa estate, con la sua famiglia e un gruppo di studenti delle scuole medie Pazzini.
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