Il Tirreno

Livorno

Traffico illecito di rifiuti nel porto

di Lara Loreti
Traffico illecito di rifiuti nel porto

Cento indagati in tre anni e centinaia di tonnellate sequestrate dalle Dogane. Bloccati carichi diretti in Cina e Nordafrica

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Cento persone indagate negli ultimi tre anni per traffico internazionale illecito di rifiuti e centinaia di tonnellate sequestrate in porto dalle Dogane di Livorno. Nel biennio 2011 l’ufficio Antifrode delle Dogane ha formalizzato 69 notizie di reato a cui ne aggiunge un’altra trentina di quest’anno. I reati contestati, in base a quanto emerso, sono spedizione e traffico illeciti di rifiuti (articolo 259 del testo unico ambientale). Carichi di rifiuti di plastica spacciati per merce già lavorata, imprenditori che si presentano come iscritti all’albo delle aziende che possono trattare rifiuti e invece sono abusivi, documenti falsi che indicano una destinazione piuttosto di un’altra. I container sotto accusa provengono dalla Toscana e nord Italia e sono diretti in Cina e Nordafrica. Il tutto allo scopo di aggirare la normativa che regola i rifiuti e quindi guadagnarci su. Non bisogna dimenticare, infatti, che i rifiuti alimentano un business enorme: al livello nazionale il traffico illecito dei rifiuti ha fruttato alle organizzazioni criminali, a partire dalle mafie nazionali e straniere, 43 miliardi in 10 anni.

In questo trend si inserisce il lavoro attento e costante delle Dogane in un porto, quello labronico, molto ambito dai furbetti dei rifiuti. Un’attività intensa, quella svolta dagli uomini guidati dal direttore Massimo Ricasoli, che stanno concentrando una vasta parte delle proprie risorse in questo tipo di illeciti, che sono in forte crescita. Per avere un’idea si pensi che nel corso di quest’anno le Dogane hanno effettuato in tutto 16mila controlli, di cui quasi duemila nel settore dei rifiuti. Stiamo parlando di verifiche specifiche, fatte attraverso lo scanner, della merce trasportata nei container in partenza dal porto di Livorno verso Asia e Africa. A queste, si aggiungono i controlli documentali, fatti dagli ispettori delle Dogane, che hanno lo scopo di accertare la corrispondenza tra il contenuto dichiarato e quello effettivo.

Solo lo scorso anno, l’Antifrode delle Dogane ha sequestrato circa 250 tonnellate provenienti da siti toscani in partenza per la Cina e per la Tunisia. In particolare, sono due le indagini già chiuse con quattro persone indagate. Nel primo caso, la polizia giudiziaria ha preso di mira un carico, diretto in Cina, di plastica presentata come merce già recuperata, ma che in realtà era costituito da rifiuti non trattati. «In generale, i carichi di rifiuti diretti in Cina - spiega Luigi Garruto, capo area tecnica delle Dogane - sono molto frequenti. La Cina infatti è povera di materie prime e vive del recupero di materiali». E molto spesso capita che la plastica inviata in Cina torni in Italia sotto forma di giocattoli e altri oggetti. Tuttavia, la preoccupazione nasce nel momento in cui in Asia arriva plastica non “lavata”: il rischio a quel punto è che quei rifiuti vengano usati non rispettando le norme ambientali.

Nel secondo caso, l’attenzione della polizia giudiziaria s’è concentrata su una persona che voleva spedire un carico di plastica in Cina, senza però essere iscritto all’albo dei gestori ambientali. Di fatto in questi casi si tratta di spedizioni “a nero” che, non essendo “visibili”, non sono state sottoposte ad alcun controllo. Così facendo, il raccoglitore abbatte del tutto i costi.

Altri casi di traffici illeciti emersi nel nostro porto sono carichi, diretti in Nordafrica, di materiali ferrosi di parti di auto presentati come riutilizzabili anche se non lo erano. Nel mirino anche container di pneumatici non trattati inviati in Tailandia, ma in realtà diretti in Cina (dove quel tipo di importazione è vietata). Il lavoro della Dogana è quello di monitorare il fenomeno e capire se questi singoli casi siano legati fra loro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web