Il Tirreno

Livorno

Minaccia di uccidersi per evitare lo sfratto deciso dal Comune

di Martina Corirossi

La famiglia abita a Banditella ed è in causa dal 1999 La donna si è cosparsa di alcol prima di essere fermata

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LIVORNO. Si è cosparsa il corpo di alcool etilico e ha minacciato a più riprese di darsi fuoco. Attimi interminabili e un gesto pieno di disperazione. Gli agenti della Polizia Municipale sono riusciti con grandi difficoltà a riportare la situazione alla normalità. È stato questo l'epilogo drammatico di una vicenda che si trascina ormai da 12 anni. Ieri mattina i coniugi Labellarte, infatti, sono stati sfrattati dai locali adiacenti ai campi da tennis di Banditella, venduti all'asta giudiziaria.

Il dispositivo è stato adottato dopo che il Tribunale amministrativo di Firenze ha rigettato nei giorni scorsi l'istanza di sospensiva urgente presentata dalla coppia.

Così intorno alle 9.30 gli agenti si sono presentati a casa dei Labellarte e hanno intimato lo sgombero della piccola abitazione di appena 30 metri quadrati dove la coppia risiedeva. In base all'ordinanza, i Labellarte sono stati costretti a liberare interamente la propria abitazione da mobilio e oggetti personali. Inutili le resistenze. Si sono vissuti attimi di apprensione e sgomento quando Franca Nardon, moglie di Vincenzo Labellarte ha minacciato di darsi fuoco cospargendosi le braccia e il busto con il liquido infiammabile. La donna, in evidente stato di agitazione, è stata poi visitata dal medico di servizio sull'ambulanza.

Il Comune considera la presenza dei Labellarte abusiva nonostante i coniugi continuino a sostenere che ci sia una sanatoria che permette loro l'utilizzo delle aree adiacenti alla Polisportiva Ardenza di cui la signora Nardon è rappresentante legale. Parallelamente, i campi da tennis sono stati venduti all'asta giudiziaria dopo che la banca che aveva concesso il credito ha aperto una procedura di esecuzione per la quale è stata fatta denuncia alla Procura. Uno dei nodi che manda su tutte le furie l'uomo riguarda una fotografia che l'avvocatura del Comune ha allegato agli atti presentati al Tar per opporsi alla richiesta di sospensione del procedimento di sfratto.

«La foto incriminata – spiega Vincenzo Labellarte – ritrae l'annuncio relativo alle lezioni di tennis che impartisco a Castiglioncello durante il periodo estivo. Peccato che l'avvocato Paolo Macchia, legale del Comune, non abbia specificato che si tratta di un lavoro stagionale, della durata di due mesi al massimo».

La coppia ha trascorso questa prima notte in albergo, in attesa di trovare una sistemazione.

«Avvieremo un procedimento legale – annuncia l'uomo – per richiedere all'amministrazione i danni economici e morali per tutti questi anni di soprusi e ingiustizie subite». Sulla vicenda è intervenuta anche Marcella Amadio (Pdl), che ha seguito con attenzione gli sviluppi del contenzioso.

«Quello che è accaduto – commenta – è sconcertante e vergognoso tanto che chiederò spiegazioni al sindaco. Non ho parole per descrivere lo sgomento e il senso di impotenza provato quando ho ricevuto la telefonata della signora Nardon che minacciava di darsi alle fiamme».

Amadio sottolinea sarcastica «l'efficienza con la quale il Comune è riuscito a intervenire per liberare i locali, senza considerare che la signora Nardon soffre di problemi di salute cronici, mentre ci sono affittuari morosi che per anni riescono a occupare gli appartamenti a spese dei legittimi proprietari”. Questa mattina Labellarte inizierà lo sciopero della fame di fronte al Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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