Il Tirreno

Livorno

il progetto del comitato precari

«Così con la differenziata ci riprendiamo il lavoro»

di Rosanna Harper
«Così con la differenziata ci riprendiamo il lavoro»

LIVORNO. «No inceneritore e precarietà. Raccolta porta a porta in tutta la città». Così recita lo striscione che alcuni rappresentanti del comitato disoccupati e precari hanno attaccato, ieri, sulla...

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LIVORNO. «No inceneritore e precarietà. Raccolta porta a porta in tutta la città». Così recita lo striscione che alcuni rappresentanti del comitato disoccupati e precari hanno attaccato, ieri, sulla facciata del Comune. É con queste parole che il comitato chiede alle istituzioni cittadine maggiore ascolto e sensibilità nei confronti del problema della disoccupazione. Problema che, a detta della quindicina di persone che si sono radunate fuori da Palazzo Civico, potrebbe essere risolto con una migliore organizzazione della raccolta differenziata e, in particolare, attraverso la realizzazione di un progetto di raccolta porta a porta che loro stessi stanno mettendo a punto e che stamani potrebbero presentare ai consiglieri a margine del consiglio comunale.

«Vogliamo promuovere – racconta Diego Sarri, membro del comitato – nuovi strumenti che siano utili a tamponare l'attuale crisi occupazionale. La raccolta differenziata potrebbe essere un ottimo modo per generare nuove opportunità di lavoro e per sostenere i redditi».

Il progetto sulla raccolta porta a porta intende dare lavoro alle famiglie, impiegando esclusivamente personale umano e non macchine. «Il progetto andrebbe a beneficio di una città come Livorno – continua Diego – in cui i contratti di lavoro sono sempre più flessibili, il reddito minimo non è garantito e dove l'attuale emergenza abitativa non fa altro che delineare un quadro generale di profonda indigenza». «Stiamo lavorando a questo progetto – sottolinea Roberto Monaco, anche lui membro del comitato – già da parecchio tempo, da mesi. Per sostenere la raccolta differenziata potremmo utilizzare i fondi che l'Unione europea stanzia per incentivare questi tipi di progetti. Questo non solo andrebbe a beneficio delle persone che si trovano senza lavoro, ma permetterebbe a tante famiglie di alleggerirsi del carico di spesa che la tassa sui rifiuti comporta».

La raccolta porta a porta, infatti, potrebbe consentire di ridurre la Tia grazie ai proventi dei rifiuti stessi conferiti alle imprese di riciclaggio delle materie seconde. E aggiunge: «Il progetto ha anche una finalità prettamente ambientale. Livorno, purtroppo, è uno dei comuni toscani meno virtuosi in fatto di riciclaggio e l'incidenza di tumori è elevata. Il porta a porta potrebbe risolvere questo triste primato. Nel comune di Capannori è già stata avviata una simile proposta, potrebbe succedere anche da noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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