Gioco
«Ma sulle crociere i portuali si svegliano solo ora»
LIVORNO. «Perché la Cilp ha aspettato fino a oggi a presentare un progetto che non è stato sicuramente elaborato in un giorno?». È l’interrogativo che il fronte sindacale delle organizzazioni Cgil...
LIVORNO. «Perché la Cilp ha aspettato fino a oggi a presentare un progetto che non è stato sicuramente elaborato in un giorno?». È l’interrogativo che il fronte sindacale delle organizzazioni Cgil Cisl Uil del settore commercio turismo servizi mettono in pista dopo che la società della Compagnia portuale ha messo nero su bianco un progetto con cui si candida a gestire le crociere all’Alto Fondale. A questa domanda ne nfanno seguire un’altra: «ma quanto tempo dovrebbe ancora passare per portare a termine un progetto del genere senza la forza economica necessaria e, nel frattempo, le corciere su quali banchine e strutture potranno contare?».
Il documento porta le firme di Filcams (Franceschini), Fisascat (Faccendoni), Uiltucs (Guidi): si apre nel segno dell’ironia con la citazione del vecchio adagio “Piatto ricco, mi ci ficco”. E anche se lo si dipinge come una regola standard del mercato, è chiaro che il riferimento è a alla scelta della Cilp di farsi avanti anche sul fronte delle love boat. Una scelta che, confessano i tre sindacati di categoria, fa nascere «alcune preoccupazioni».
Franceschini, Faccendoni e Guidi partono da un elemento-base: la Porto di Livorno 2000 è sul fronte delle crociere «l’unico soggetto autorizzato» (e non solo in base al «rispetto della legge 84/94» ma anche per «esperienza e capacità dimostrate»). Dunque, «ci pare strano che questa vocazione per il business crocieristico da parte della Cilp venga allo scoperto solo oggi».
I tre sindacati del commercio mettono l’accento su un doppio aspetto: da un lato, rovendicano di aver chiesto da tempo che «in porto non prevalesse la legge della giungla dove i più forti o i più furbi tentano di mantenere condizioni di privilegio»; dall’altro, spingono perché «si evitasse una inutile contrapposizione tra traffico commerciale e crocieristico», anzi al contrario («come avviene in altri scali») si realizzasse «una collaborazione nell’interesse complessivo del porto e della città». Anche a motivo – viene aggiunto – «della evidente espansione di questo settore a Livorno che garantisce buona occupazione, e non solo per la Porto 2000». Ma la collaborazione in realtà non c’è: anzi, «mentre si continua a sognare si perdono occasioni come dimostra l’abbandono della Msc Crociere».
A giudizio di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Uiltucs, è da considerare «irrinunciabile» il piano «previsto dall’Autorità portuale e condiviso anche dal sindaco e dal presidente della Provincia durante l’incontro avuto qualche giorno fa con i segretari, i rappresentanti di categoria e le Rsa aziendale Cgil Cisl Uil». A tal riguardo, nerl documento sindacale si auspica che «i tempi siano i più rapidi possibile in modo che la Porto 2000 possa dare risposte concrete alle pressanti richieste degli armatori».
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