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Cori anti-Morosini, al Tg1 l'audio degli ignobili slogan ultrà. Deferiti Mandorlini e il Verona

Cori anti-Morosini, al Tg1 l'audio degli ignobili slogan ultrà. Deferiti Mandorlini e il Verona

Il primo cittadino di Livorno scrive al collega di Verona e annuncia: “Anche noi valuteremo la possibilità di costituirci parte civile”. E al presidente Federcalcio dice: "Se non intervenite date il segnale dell'impunità"

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Il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ha scritto al suo collega di Verona, Flavio Tosi, per esprimergli apprezzamento per la sua presa di posizione di condanna nei confronti di un gruppo di tifosi della squadra di calcio del Verona che, durante la partita di sabato scorso, sono stati protagonisti di gesti inqualificabili, fatti di slogan, saluti fascisti e di oltraggio alla memoria del calciatore Morosini.

VIDEO Ecco gli ignobili cori (sito del Tg1, minuto 33,40)

Ecco il testo del telegramma inviato da Cosimi a Tosi: «Caro sindaco, ho molto apprezzato la posizione Tua e della città di Verona di ferma condanna degli episodi di sabato scorso allo stadio di Livorno. Ancor più concordiamo con la Tua volontà di far costituire il Comune di Verona come parte civile in ipotesi di procedimento giudiziario. Analoga valutazione sarà fatta anche da parte del Comune di Livorno. Ritengo che compito delle istituzioni sia quello di condannare con ogni mezzo qualsiasi episodio di violenza, fisica o verbale, che nulla ha a che vedere con la sana rivalità sportiva. Cordiali saluti».

Poi il sindaco ha scritto una lettera al presidente della Figc, Giancarlo Abete: «Il mancato tempestivo intervento da parte dei responsabili - scrive il sindaco - del corretto svolgimento della partita, nella fattispecie arbitro e guardalinee, genera infatti perplessità e dubbi sulla reale volontà di applicare le misure previste. Tale comportamento, peraltro, rischia di legittimare un pericoloso senso di impunità in questi gruppi di facinorosi». Ecco il testo integrale della lettera di Cosimi ad Abete.

A stretto giro arriva il commento di Giancarlo Abete: «Sono comportamenti inaccettabili e censurabili di frange di pseudo-tifosi che non possono inquinare il nostro mondo». Così ha detto il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, nel corso dell'evento "IncontriAmo lo sport" con il ct della Nazionale Cesare Prandelli, tenutosi oggi all'università Luiss di Roma, commentando i cori dei tifosi del Verona contro Piermario Morosini. «Non si devono commettere due errori -  ha detto Abete - non bisogna sottovalutare le situazioni di questo genere ma si deve evitare anche di generalizzare perchè nel mondo del calcio ci sono decine milioni di tifosi con dei valori». «Bisogna concentrarci sulla prevenzione e la trasmissione dei valori positivi e poi se necessario irrogare sanzioni pesanti», ha concluso il presidente Figc.

Sulla questione torna anche oggi il sindaco di Verona, Flavio Tosi: la città e la società del Verona intendono chiedere direttamente scusa ai familiari di Piermario Morosini. «Finora ho parlato - dice il sindaco Tosi - con il presidente del Verona, Setti, se riusciremo ci metteremo in contatto con i familiari di Piermario Morosini per chiedere scusa a nome della città». «È una questione di limite - spiega Tosi, ribadendo la sua ferma condanna -, lo stadio non è il teatro dell'opera, i cori ci sono, ci sono anche le offese. Le madri degli arbitri, poverine, se ne sono sentite di tutti i colori. Però insultare la memoria di un ragazzo morto tragicamente, tra l'altro una bravissima persona con vicende familiari difficili, è inaccettabile». «Uno deve capire cos'è lo stadio, cos'è il tifo - aggiunge Tosi -, ma l'insulto gratuito, personale, pesantemente offensivo, questo no. Una persona normale lo capisce, solo uno stupido non lo capisce». Per questo il sindaco di Verona ribadisce l'intenzione di avviare un'azione civile per chiedere il risarcimento dei danni arrecati alla città dagli autori dei cori contro Morosini. «Un comportamento del genere è inammissibile - avverte - È giusto che la tifoseria, la squadra, la città condannino questi gesti. La mia prima reazione è stata di rabbia. Adesso aspettiamo che la Digos e la magistratura facciano il loro corso, quando i responsabili saranno individuati con certezza chiederemo loro i danni».

Sui cori interviene anche il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni: «I cori contro la memoria di Morosini sono inammissibili, in questi casi ci vogliono segnali forti». «In episodi del genere - ha proseguito l'ex ministro dell'Interno - bisogna essere molto più severi rispetto ad altre occasioni in cui si può tollerare. Mi auguro che la Federcalcio, la Lega calcio e il ministero dell'Interno intervengano con molta durezza, con molta forza».

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di Redazione web