Gioco
Tra goliardia e schiaffi l’autogestione va in fumo
Il racconto di quello che è avvenuto dentro all’aula. Ci sarebbe anche un video imbarazzante con protagonista una studentessa di 14 anni
LIVORNO. Vi ricordate il gioco dell’asino a catechismo o alle feste di compleanno? Quello che si faceva bendati e più alto era il punteggio più vicino andavi al centro del bersaglio?
Ecco quello che è stato ripreso con un telefonino all’interno di un’aula al piano terra del liceo Enriques ne è la trasposizione goliardica e po’ spinta, soprattutto perché la protagonista è una ragazzina di prima liceo e che dunque ha appena 14 anni.
«I ragazzi – assicura chi ha visto il video – erano comunque vestiti». Ma quello che ha fatto infuriare gli insegnanti, è stato che a convincere l’adolescente a prestarsi al gioco sia stata un’amica più grande che frequenta la quarta. Gli altri due protagonisti che si vedono nei pochi secondi di cui è composto il filmato sarebbero due ex alunni, diplomati a giugno, che sono riusciti ad entrare all’interno dell’istituto, come spesso accade durante un’autogestione, nonostante non fossero iscritti (dunque avrebbero dovuto restare fuori).
Dai racconti dei ragazzi che hanno frequentato “la stanza dei giochi” durante i giorni dell’autogestione emergono situazioni a cavallo tra bullismo e autolesionismo.
«I ragazzi più piccoli – hanno raccontato alcuni studenti – si sono prestati a una sorta di schiaffo del soldato, ma a vincere era chi riusciva a resistere al colpo più forte».
Per proteggere quello che accadeva dentro all’aula, i ragazzi aveva anche organizzato un sistema di sorveglianza. Quando iniziavano i giochi un paio di studenti facevano da palo lungo il corridoio per evitare che i professori scoprissero quello che accadeva all’interno dell’aula.
«Il mix che ha fatto scoppiare la bomba – spiega un alunno di quinta – è stato l’incontro tra gli ex alunni e i primini, quella di prima liceo, insomma. Da un lato c’erano persone a cui non importava niente delle conseguenze e dall’altro ragazzini che alle conseguenze non hanno nemmeno pensato».
Invece le conseguenze sono arrivate eccome: stop immediato all’autogestione, rischio sospensione per le due ragazzine che compaiono nel video, per i dieci studenti garanti e per gli organizzatori dei corsi. «Non è per fare la spia – spiega uno studente appena maggiorenne – ma qui all’Enriques l’autogestione è tra le più serie che vengono fatte in città. L’altro giorno – racconta – mi sono imbucato in un’altra scuola e ho visto cose che da noi non sono mai successe: trecento persone in palestra, con sei sedie al centro, tre maschi e tre femmine in mezzo e poi tutta la scuola intorno. C’è chi faceva il video chi scattava le foto. E intorno il nulla. Almeno da noi qualche corso serio lo abbiamo organizzato. Ci siamo impegnati. E invece per un gruppetto di scemi siamo qui a pagare le conseguenze, il brutto esempio degli studenti, quelli che fanno autogestione per non andare a scuola».
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