Gioco
Cori contro Morosini: già individuati 20 tifosi Il questore: "Daspo lunghi per i veronesi"
Digos di Livorno e Verona al lavoro per analizzare i filmati: potrebbe scattare la denuncia per oltraggio ai defunti. Già individuati una ventina di ultras che hanno fatto il saluto romano
Dare un volto e - soprattutto - un nome ai tifosi del Verona che sabato pomeriggio allo stadio hanno insultato con i loro cori la memoria di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto ad aprile in campo a Pescara. A questo stanno lavorando gli uomini della Digos di Livorno in collaborazione con i colleghi di Verona: dalla mattina di domenica si stanno analizzando i filmati della partita, anche con l'aiuto di esperti di lettura labiale, per rintracciare gli autori degli slogan. Per loro - se individuati - potrebbe partire una denuncia per oltraggio verso i defunti, oltre al risvolto della giustizia sportiva che potrebbe portare a una multa per la squadra scaligera.
Polizia di Livorno e Verona al lavoro anche su un altro aspetto, quello del saluto romano. In questo caso è stata individuata una ventina di tifosi con il braccio alzato. In corso, per loro, l'identificazione: in questo caso, oltre alla denuncia per apologia del fascismo, scatterà anche il Daspo.
LE REAZIONI AI CORI ANTI-MOROSINI
Tutti, Figc in testa, chiedono "provvedimenti esemplari" per sradicare e isolare episodi simili, e c'è addirittura chi - è il caso del capitano del Livorno, Andrea Luci - ha già chiesto la radiazione per la squadra scaligera. Per i cori dei tifosi veronesi «serve una punizione esemplare - chiede il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini - ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone: non basta abituarsi alla multa o all'ammenda. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Credo - aggiunge Albertini - che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli. Intervenga il governo». «In Italia - conclude - manca la cultura sportiva che invece c'è in altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l'intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi. Questo in Italia succede raramente», ha concluso il vicepresidente Figc.
Colpito e amareggiato anche il presidente del Verona, Maurizio Setti: «È la pagina più triste da quando ho preso il Verona - dice ai microfoni di Sky - Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti. Sono cose che non fanno parte del calcio. Ieri c'erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell'episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c'erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi».
TOSI: VERONA SARA' PARTE CIVILE
«Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi "butei", capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò ed anche insulti "da stadio", fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l'offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara.
«È soprattutto inammissibile - dice ancora il sindaco - ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l'eventuale risarcimento».
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