Gioco
Il Pd a Rossi: «L’Asl 6 già penalizzata»
Ecco il documento sulla sanità. Il segretario Lippi: «Un solo Estav regionale, controlli sulle liste di attesa e meno aziende»
LIVORNO. «Comprendiamo la difficoltà legata ai tagli del governo, ma ci sono aziende sanitarie, come la nostra, che hanno già dato più di altre. Quindi mi aspetto che per coerenza il governatore Rossi, e non ho dubbi che ciò avvenga, tenga conto degli sforzi già fatti». Parte subito in quarta la riflessione di Samuele Lippi, segretario territoriale del Pd, sul documento che spiega la posizione del suo partito in merito alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
Il documento, che non tratta casi specifici relativi all'Asl 6 ma delinea le posizioni del Pd livornese sul settore sanità, è stato pubblicato ieri in serata sul sito del Pd livornese. Abbiamo chiesto il parere di Lippi. «Abbiamo preparato una riflessione generale - spiega Lippi -, che sarà inviata alla direzione regionale del partito, ai consiglieri regionali e al governatore Rossi, perché a livello regionale è in atto una discussione sul futuro della sanità». Discussione all'interno della quale il partito livornese vuol dire la sua. E nel documento sottolinea come «il nostro sistema sanitario è sempre stato considerato un primato a livello nazionale, ecco perché ribadiamo con forza e convinzione che anche per il futuro continui ad avere queste caratteristiche». «Nella consapevolezza che la sanità toscana - si legge ancora nel documento - «per ragioni differenti, debba prendere ora una strada di forte innovazione», il Pd livornese mette i puntini sulle i. Prima di tutto riguardo ai metodi di riorganizzazione. «Chiediamo che il processo di innovazione - recita ancora la riflessione del Pd - parta da una chiara base condivisa di regole e obiettivi comuni. Anche in questa fase non può essere giustificato tutto con l'emergenza, tantomeno possiamo accettare la diversità nelle gestioni delle aziende sanitarie alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni». «Non ci stiamo - precisa Lippi - al fatto che si facciano scelte non condivise. Il messaggio chiaro all'Asl 6 e alla Regione è che devono essere coinvolte le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali». Quando parla di istituzioni intende soprattutto ridefinire, in materia di sanità, il ruolo dei sindaci: «Le Conferenze dei sindaci devono avere un ruolo di monitoraggio e programmazione. Per esempio alla nostra zona manca il Pal, e siccome è vero che per costruire un progetto del genere il lavoro è lungo, intanto mettiamoci a un tavolo e facciamo accordi di programma».
Tre i punti nodali contenuti nelle quattro pagine in cui il Pd provinciale ha condensato le sue linee guida. In primis il ruolo delle Società della salute. «Pensiamo che l'integrazione tra i settori del sociale e della sanità - sottolinea Lippi - sia fondamentale, nessuno può dire che si tratti di carrozzoni. Sul meccanismo per rivedere questa integrazione mi fermo davanti alla legge (Lippi si riferisce alla sentenza della Corte costituzionale che ha “bocciato” le Società della salute, ndr), ma è chiaro che si debbano trovare altre soluzioni. Non siamo “affezionati” a questo strumento, si può superare ma sempre secondo il principio base dell’integrazione fra sanità e sociale».
Quanto alle liste di attesa per la diagnostica, annoso problema che affligge anche l’Asl 6, il documento suggerisce un «attento controllo delle attività svolte in libera professione rispetto al regime mutualistico». «Controllo che - vuol precisare Lippi - deve essere fatto dalle aziende sanitarie». Quanto alla gestione organizzativa della sanità, il segretario del Pd livornese si dice favorevole al superamento delle Asl come sono intese attualmente. «Pensiamo a un Estav regionale - conclude - e saremmo propensi a valutare l’accorpamento delle aziende sanitarie toscane a livello di Area vasta, questo anche per evitare lotte inutili e dannose tra ospedali della stessa Area vasta. Siamo per eliminare le compensazioni tra zone per interventi che non siano di particolare specificità».
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