Gioco
Schettino, la Costa, l’equipaggio: «Tre colpevoli per il disastro»
Nelle 134 pagine di “inchiesta sommaria” di Capitaneria e Inail la ricostruzione delle responsabilità per il naufragio della Concordia
di Pierluigi Sposato
GROSSETO. Se la Procura insiste nel sostenere le responsabilità di Francesco Schettino, dell'equipaggio e della compagnia di navigazione Costa Crociere, il motivo è tutto nelle 134 pagine della “inchiesta sommaria” fatta eseguire alla Capitaneria di porto di Livorno (capitano di vascello Umberto Marsili, sottotenente Stefano Carnevali, capitano di fregata Alberto Betti) e dall'Inail di Genova (Patrizia Fortunato) depositata nel corso dell'incidente probatorio. Un quadro che non sposta di una virgola l'impianto accusatorio e che anzi avanza ipotesi anche più circostanziate sulle responsabilità di quella notte. Dalla carenza della formazione del personale al comportamento di Schettino, dalle avarie non comunicate al mancato supporto decisionale offerto al comandante dall'unità di crisi.
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Tre gli aspetti determinanti per l'incidente del 13 gennaio: «il fattore umano, caratterizzato da una non appropriata conoscenza della nave da parte dell'equipaggio; il mancato supporto da parte della Compagnia; le deficienze tecniche», secondo i quattro esperti.
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