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Mare sicuro, 125 salvati dalla Capitaneria
Ma i decessi sono stati 21. L’ammiraglio Dell’Anna: «Fate attenzione ai bagni fuori stagione. Andremo ancora nelle scuole»
LIVORNO. Centoventicinque persone salvate in mare durante l’estate e nelle prime settimane dell’autunno. Un dato record quello raggiunto nell’ambito del progetto “Mare sicuro” dalla Capitaneria di porto di Livorno, che ha messo in campo 11 battelli veloci, sistemati in postazioni strategiche e in grado di raggiungere in pochi minuti i bagnanti in difficoltà. «Un risultato che abbiamo ottenuto grazie al capillare dislocamento sulle coste regionali dei gommoni - sottolinea l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, comandante della Direzione marittima e della Guardia costiera livornese - pronti ad intervenire per ogni esigenza di assistenza in mare o sulle spiagge, col coordinamento delle sale operative delle capitanerie».
Tuttavia, ci sono stati anche 21 decessi, di cui tre negli ultimi giorni (Marina di Pisa, Carrara e Rimigliano), quindi fuori dalla stazione balneare. «La maggior parte dei decessi non sono stati determinati da annegamento, ma da malori. Tuttavia, è importante sottolineare che fare il bagno di ottobre, in un periodo in cui peraltro non c’è la sorveglianza dei salvataggi sulle spiagge, e con il mare agitato è molto pericoloso». A questo proposito, l’impegno della Capitaneria nella prevenzione è costante. Durante l’anno, infatti, gli uomini guidati da Dell’Anna sono impegnati in una serie di incontri nelle scuole volti all’educazione dei giovani al giusto comportamento in mare: «Ai ragazzi parliamo dell’importanza della tutela del mare, ma anche della prudenza, che non deve mai mancare».
Grande impegno dei militari della Guardia costiera anche nell’attività di polizia marittima. Sono stati svolti quasi 8mila controlli con 265 contestazioni di illeciti, di cui 20 penali. Come sottolinea Dell’Anna, sono stati sanzionati anche più di 100 diportisti, di cui la metà perché navigavano sotto costa. Multati anche tre acquascooter, che si muovevano nell’area destinata alla balneazione, col rischio di travolgere bagnanti. «I nostri sforzi - dice l’ammiraglio - sono stati indirizzati soprattutto sulla verifica dei divieti di navigazione nelle fasce di mare destinate solo alla balneazione, nelle zone di maggior flusso di traffico diportistico e di affluenza bagnanti. Massima attenzione anche sul rispetto delle distanze minime di sicurezza delle unità navali, dalla costa e dai segnalamenti subacquei».
Nel mirino della Capitaneria anche 40 operatori di strutture balneari, nella maggior parte dei casi multati per mancanza di dotazioni di sicurezza.
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