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Livorno

«Concordia, ma Nebbiai dov’era?» Il vicesindaco striglia l’assessore

LIVORNO. «La Costa Concordia a Livorno? Credo che quando ne abbiamo discusso il collega fosse a un altro convegno». Non usa mezzi termini il vicesindaco Bruno Picchi per andare in rotta di collisione...

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LIVORNO. «La Costa Concordia a Livorno? Credo che quando ne abbiamo discusso il collega fosse a un altro convegno». Non usa mezzi termini il vicesindaco Bruno Picchi per andare in rotta di collisione con l'assessore Valter Nebbiai sullo smantellamento del relitto a Livorno. «Ci sono difficoltà di carattere tecnico che non potranno essere risolte in tempi brevi. Senza contare – aggiunge Picchi – che ancora nessuno sa se e quando la Concordia sarà messa in galleggiamento. In sostanza, non ci sono novità».

La punzecchiatura polemica di Picchi arriva durante la seduta della quarta commissione dedicata al piano regolatore del porto: fra spazi da razionalizzare, conflitto crociere-cargo da comporre, riparazioni navali da ridefinire, piccola nautica da rilocalizzare.

«Mi sembra che a proposito del porto e delle mosse da fare ci sia tra le forze politiche una inusuale convergenza», interviene Bruno Tamburini (Pdl): «Pur senza trascurare il Prg, in questo momento è opportuno focalizzare tutta la nostra attenzione sul piano operativo triennale». Poi se la prende con Azimut: «Perché nessuno riesce a metterlo alle strette per riparare il bacino?».

La questione del bacino in muratura rimbalza da un capo all'altro dell'aula. «Senza i bacini di riparazione – dice Lorenzo Cosimi (Fds) – il porto è e sarà sempre claudicante. Vi sono enormi responsabilità da parte di chi lo ha ridotto nello stato attuale». Nutre molte perplessità anche Lamberto Giannini(Sel): «Quando una situazione di stallo si protrae per troppo tempo è difficile trovare qualcuno che recuperi le energie per invertire la rotta, perché si teme di mandare in frantumi equilibri ormai costituiti. I conflitti ci sono, non si possono evitare, ma è compito della politica saperli gestire».

Per il vicesindaco il porto è l’unica possibilità a livello economico e occupazionale per la nostra città: «Tuttavia, non siamo terra di conquista per le imprese: mi impegnerò per richiedere all'Authority strumenti di garanzia anche penalizzanti, fino agli espropri, per evitare il ripetersi di vicende come Novaol o Giolfo&Calcagno».

Ultima, ma non per importanza, la variabile tempo. «Abbiamo imparato a nostre spese – interviene Massimo Gulì, capogruppo Pd – che le grandi compagnie di navi da crociera individuano i porti con quasi tre anni di anticipo. Senza una adeguata programmazione, rischiamo che le società si indirizzino verso quei porti che pur avendo minori potenzialità definiscono meglio i loro piani». E come sostiene a più riprese Vladimiro Del Corona (Pd), «il tempo non è più una questione banale».

Martina Corirossi

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