Il Tirreno

Livorno

Sottotetti, ecco come regolarizzarli

di Valeria Cappelletti
Sottotetti, ecco come regolarizzarli

Il regolamento edilizio sarà modificato per effetto della legge regionale ma non saranno ammessi tv, telefono e bagno

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LIVORNO. No a impianti tecnologici nei sottotetti: è una delle modifiche introdotte nel regolamento edilizio alla voce recupero dei sottotetti a fini abitativi. Le modifiche al regolamento sono state illustrate ieri mattina, in quarta commissione, dall’assessore Paola Bernardo e dai responsabili degli uffici comunali, Gianfranco Chetoni e Susanna Cenerini.

Il Comune, in sostanza, dà ai cittadini la possibilità di regolarizzare le soffitte, spesso abusive, adibite a stanzette da letto, studio, ripostiglio e bagni di servizio. Con questa opportunità i sottotetti potranno diventare abitabili a tutti gli effetti. Va precisato che il piano per la messa in regola riguarda solo i sottotetti. Ma quali sono le modifiche inserite nel regolamento?

Per i sottotetti viene introdotto il divieto di installare impianti tecnologici, cioè idrico-sanitari, televisivi, di condizionamento, telefonici e di adduzione del gas se non finalizzati all’impianto termico (niente fornelli). Vengono inseriti divieti anche per garage e cantine: per le seconde viene vietata l’installazione di impianti televisivi, di condizionamento, telefonici e di adduzione del gas se non finalizzati all’impianto termico. Per i garage, i divieti sono gli stessi delle cantine, ma in più è vietata l’installazione di impianti termici. In entrambi i casi, però, è consentita l’installazione di un solo punto di erogazione di acqua con relativo scarico.

I cittadini, dunque, nel caso dei sottotetti hanno la possibilità, non il dovere, di mettersi in regola, ma per farlo dovranno pagare sia gli oneri di urbanizzazione (primaria e secondaria) sia l’Imu.

La messa in regola dei sottotetti è legata all’applicazione della legge regionale numero 5 dell’8 febbraio 2010. «È un modo per dare una risposta alla domanda di sviluppo urbanistico e di residenza – dice Bernardo – evitando il consumo di ulteriore suolo, della sopraelevazione e garantendo i requisiti igienico-sanitari».

Potrà essere chiesta solo per quei sottotetti esistenti entro febbraio 2010, data di entrata in vigore della legge regionale. Non è una sanatoria e, infatti, non c’è un termine ultimo per la richiesta di messa in regola.

I sottotetti che possono essere regolarizzati, devono avere alcune caratteristiche: l’altezza media interna non deve essere inferiore a 2,30 metri; in caso di soffitti non orizzontali, la parete minima non può essere inferiore a 1, 5 metri.

Lamberto Giannini (Sel) e Gianfranco Lamberti (Confronto) si dicono favorevoli alla regolarizzazione. «Spero solo – dice Giannini – che non si passi da una possibilità di regolarizzare i sottotetti a un obbligo. Quanto può costare mettersi in regola?». «I costi – risponde Cenerini – salgono in base all’altezza del sottotetto. Ipotizzando un sottotetto di 70 metri quadri e un’altezza di 2, 30 metri, il costo sarà di circa 15mila euro».

«Deve esserci – chiede Attilio Palmerini (Pdl) – un collegamento tra sottotetto e ultimo piano?». «C’è l’obbligo di creare un collegamento tra i due – dice Cenerini – e questo può avvenire inserendo una scala di almeno 80 centimetri di larghezza, non ci possono essere unità abitative a se stanti».

Massimo Gulì e Paola Volpi (Pd) sottolineano l’importanza del divieto di frazionamento che impedisce di creare, nei sottotetti, unità abitative autonome. Bruno Tamburini (Pdl) chiede se il provvedimento riguarda anche le taverne. «No, solo i sottotetti – risponde Bernardo – nessuna decisione è stata presa in merito alla regolarizzazione delle taverne».

Il documento con le modifiche al regolamento ora dovrà essere discusso nelle varie circoscrizioni. Dopo il passaggio sul territorio, tra circa 15 giorni, tornerà in commissione e poi in consiglio per l’approvazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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