Italia
Scuola, allarme Cgil: precari senza stipendi
LIVORNO. Stipendi non pagati ai precari annuali o ai nuovi insegnanti immessi in ruolo. Questa la denuncia di Cgil Flc riguardo alla situazione della scuola italiana. «Questo è dovuto - spiga...
LIVORNO. Stipendi non pagati ai precari annuali o ai nuovi insegnanti immessi in ruolo. Questa la denuncia di Cgil Flc riguardo alla situazione della scuola italiana.
«Questo è dovuto - spiga Patrizia Villa, segretaria provinciale Flc Cgil - a un rimbalzo di responsabilità tra ragioneria, ministero e scuole, sulle quali pesa anche il tourbillon dei dirigenti vincitori del concorso che hanno dovuto attendere l’accredito delle firme digitali per procedere nell’azione amministrativa».
Una situazione che secondo la segreteria Cgil è inaccettabile. «Mi domando - prosegue Villa - precari che arrivano dalle zone più lontane d’Italia e che vivono del loro insicuri stipendio, come devono sopravvivere? Come pagheranno mutui e affitto senza neppure aver ricevuto regolarmente gli stipendi?». Nel segnalare questa vicenda, che in città riguarda numerosi docenti precari, Villa spiega che il sindacato Cgil è pronto ad attivarsi in difesa dei diritti dei docenti.
«I lavoratori della scuola dopo il taglio di 8 miliardi di Brunetta - riflette ancora Villa -, l'attacco agli organici e al tempo scuola, la mobilità a livello nazionale che scompiglia certezze storiche e percorsi ormai avviati, la distruzione in poche mosse di scelte di vita ormai avanzate (precari) si aspettano che magari ci sia un miglioramento dal punto di vista amministrativo». Invece, la Cgil delinea un’altra realtà.
«Gli organici - prosegue - vengono dati con il contagocce con strascichi di posti in deroga nei tempi più disparati, che non rispondono ai bisogni, ma scompigliano le complicate gerarchia delle nomine. Ovvero i primi in graduatoria prendono posti magari lontani, poi arrivano deroghe delle deroghe e aspiranti in posti meno alti in graduatoria prendono incarichi più comodi. Avviene anche che con tempi spesso propri si impongono spostamenti nella stessa mattinata a docenti ed Ata».
Villa fa notare anche che «il sistema informatico delle segreterie é rimasto al programma ministeriale pensato alla fine degli anni '90 e tutte le scuole per gestire i servizi ricorrono, spendendo centinaia di migliaia di euro, a ditte specializzate (questa è spending review). Così le operazioni annuali (trasferimenti e assegnazioni e utilizzazioni) sono in cronico ritardo mettendo in crisi tutto il sistema delle nomine dei precari e quindi in difficoltà l'avvio delle lezioni e appunto generano problemi per i pagamenti».
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