Gioco
Per salvare Gioco Sport pagheranno le famiglie
Complici i tagli agli enti locali e la cancellazione dei comitati provinciali del Coni le classi che vorranno partecipare dovranno versare 100 euro (5 a bambino)
LIVORNO. È uno dei fiori all’occhiello delle nostre scuole. Una palestra di vita, dove i più piccoli incontrano i valori dello sport e assaggiano le diverse discipline: dalla scherma all’atletica, dalla vela al judo. Ma quest’anno,per la prima volta, chi vorrà partecipare dovrà pagare.
“A scuola di Gioco Sport” è il progetto promosso dal Comune e dal Coni, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, che negli ultimi dieci anni è cresciuto tanto da arrivare a coinvolgere, nell’arco del 2012, 56 scuole (tra primarie e dell’infanzia) per un totale di circa 7700 bambini.
Tutti alle prese con lezioni annuali (nelle ore di educazione fisica) di due diversi sport a scelta, e un grande evento finale al campo scuola e allo stadio. A maggio, per il numero di partecipanti e in onore del decennale, le giornate di festa, con sfilata dei piccoli atleti, sono state cinque. Tutto gratuito, tutto organizzato all’interno del pacchetto di ore di lezione scolastiche. Tutto garantito - oltre che dal lavoro degli insegnanti di educazione fisica - da un mini esercito fatto di tecnici delle società sportive e diplomati Isef.
Le lezioni nelle scuole dovrebbero ripartire a novembre. Questa volta, però, di soldi a sufficienza non ce ne sono e alle classi che intendono partecipare è stato chiesto di versare cento euro.
È quanto si legge nella nota inviata dall’Ufficio scolastico provinciale ai dirigenti di tutte le scuole elementari e dell’infanzia. Nota scritta dopo una riunione con i vertici del Comune, del Coni e delle stesse scuole livornesi.
I problemi sul tavolo sono due: il calo dei contributi garantiti, causa tagli, dagli enti locali e la trasformazione in corso nella struttura del Coni, che il 31 dicembre vedrà scomparire tutti i suoi comitati provinciali.
Lo scorso anno il progetto è costato in tutto circa 86mila euro: il Comune c’aveva messo 19.558 euro, che erano stati 28.750 nel 2011 e 28.935 nel 2010. La Regione ha, invece, garantito per la passata edizione circa 6mila euro: nel 2010 dai fondi regionali, attraverso la Provincia, ne erano arrivati 7mila. I Palazzi pubblici non sono ancora in grado di dire con certezza quanto, degli ultimi bilanci di crisi, resterà a disposizione di Gioco Sport. Il problema è che quest’anno, al calo progressivo dei contributi degli enti locali, si sono aggiunti i guai del Coni: i comitati provinciali scompariranno a gennaio e, a differenza dello scorso anno, non potranno andare in soccorso del progetto con il fondo di riserva (i bilanci sono “congelati”).
Così ecco che il livello dei finanziamenti è sceso sotto al 50 per cento e le classi che vorranno partecipare - l’adesione al progetto non è obbligatoria - dovranno versare un contributo di 100 euro: con una media 20 alunni per classe, fanno circa 5 euro a famiglia (per tutto l’anno). In futuro i guai potrebbero aumentare, considerando l’azzeramento per i Comuni delle competenze in materia di cultura, sport e turismo.
In ballo non ci sono solo sport e divertimento per quasi 8mila bambini: ci sono 122 operatori in tutta la provincia, 66 considerando solo Livorno. Non sono in molti - per la verità - a vivere di questo progetto, ma sono moltissimi i precari del settore che contano anche su questo pacchetto di ore per arrivare a fine mese.
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