La protesta
Differenziata, Livorno non è in regola
LIVORNO. Le associazioni Wwf, Diritto al Futuro, Italia Nostra e Forum Ambientalista hanno presentato a giugno una diffida nei confronti del Comune, di Aamps e dell'Ato Costa. Il motivo? Il mancato...
LIVORNO. Le associazioni Wwf, Diritto al Futuro, Italia Nostra e Forum Ambientalista hanno presentato a giugno una diffida nei confronti del Comune, di Aamps e dell'Ato Costa. Il motivo? Il mancato raggiungimento delle percentuali minime di raccolta differenziata previste dalla legge: Livorno si attesta al 43%, lontano dalla soglia del 65% da raggiungere, secondo il piano del Ministero dell'Ambiente, entro il 31 dicembre. La questione è stata discussa ieri in sesta commissione. Andrea Romano (Idv) ha lanciato accuse pesanti all'amministrazione. «Il mancato raggiungimento dell'obiettivo - afferma - comporterà sanzioni economiche che si cercherà di scaricare sui cittadini incolpevoli, e non sui responsabili delle inadempienze». Romano arriva a domandarsi se «il sindaco non ritenga opportuno chiedere e ottenere le dimissioni in blocco dell'assessore all'ambiente, dello strapagato amministratore straordinario di Aamps e del direttore dell'Ato Costa».
L'assessore Mauro Grassi, incalzato dal consigliere, ha risposto che «Livorno, con la sua percentuale di differenziata, si attesta nel gruppo delle città medio-alte della Toscana». «In tutta Italia – spiega – sono pochissime le città che hanno raggiunto gli obiettivi imposti dalla legge. Tutti i comuni incontrano le stesse difficoltà, non trovo giusto imputare tutta la colpa all'amministrazione e ad Aamps». «Chiederemo una deroga al Ministero – rivela – affinché, di fronte a un traguardo impossibile, non siano applicate sanzioni». Nel giro di 10 giorni sarà presentato il "Piano per il rilancio della raccolta differenziata" con nuove campagne per sensibilizzare i cittadini. «Alcune attività commerciali - ha poi ricordato l'assessore - non rispettano le ordinanze. Perciò stiamo pensando a un'attività di controllo ambientale con sanzioni».
Giorgio Carlini
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