Gioco
Crisi Mtm, l’azienda al tavolo coi sindacati
Primo round davanti all’assessore provinciale Anselmi «Perché licenziare se abbiamo ancora la cassa integrazione?»
LIVORNO. «Sì alla cassa integrazione, no ai licenziamenti». Il loro messaggio le lavoratrici e i lavoratori della Mtm-Brc lo hanno ripetuto chiaro e forte ieri anche mattina, davanti a Palazzo della Gherardesca.
All’interno degli uffici della Provincia è andato in scena un incontro tra l’assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi, i rappresentanti della fabbrica di Guasticce, e una delegazione dei dipendenti (che nel frattempo avevano organizzato un presidio all’esterno dell’edificio).
Si è trattato del primo tentativo di dialogo tra lavoratori, sindacati, politici e vertici dell’industria specializzata nell’installazione di gpl a bordo di auto nuove (che ha la sede centrale in Piemonte, a Cherasco), dopo le dichiarazioni dei membri delle istituzioni locali (il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci su tutti), scesi in campo con l’obiettivo di convincere l’azienda a bloccare le procedure di licenziamento.
Queste procedure, se portate a termine, si tradurranno nel taglio di 70 posti di lavoro, su un totale di 133 addetti. Una decisione traumatica che, secondo i sindacati, potrebbe inoltre rappresentare un pericoloso precedente per il territorio, visto che i lavoratori, in teoria, potrebbero ancora usufruire degli ammortizzatori sociali. «Ci spettano ancora 8 mesi di cassa integrazione – ricorda Emanuele Cama, Rsa Fiom – ma l’azienda vuole chiudere la partita entro fine anno».
Durante l’incontro in via Galilei i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito quelli che ritengono i punti fondamentali nella trattativa. «Chiediamo innanzi tutto, e come minimo, il mantenimento della cassa integrazione fino a dicembre – spiega Simone Puppo (Fiom Cgil) – ma soprattutto auspichiamo un consolidamento sul territorio della Mtm-Brc, affinché possa tenere in organico più lavoratori possibili». L’esponente sindacale afferma che «parallelamente vogliamo portare avanti anche un dialogo sul tema dell’eventuale collocazione in mobilità, discutendo su incentivi, cifre e date al riguardo».
I rappresentanti dell’azienda, dal canto loro, hanno ascoltato le ragioni dei lavoratori, e si sono impegnati a formulare una “controproposta” il prossimo mercoledì, in occasione di un secondo tavolo che dovrebbe vedere la partecipazione degli stessi soggetti di ieri mattina.
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