La protesta
Rivoluzione commissioni «Daremo più posti al Pd»
Bianchi: «Così il riequilibrio dei rapporti di maggioranza». E scoppia la polemica Giannini sbatte la porta della conferenza dei capigruppo, Idv grida alla forzatura
LIVORNO. La guerra è scoppiata nelle commissioni consiliari, ovvero i gruppi di lavoro che “masticano” gli atti prima delle votazioni in consiglio comunale. In altre parole le braccia politiche del Comune. Ieri mattina il presidente del consiglio, Enrico Bianchi (Pd), ha messo sul tavolo della conferenza dei capigruppo la sua proposta di riordino delle commissioni. «Erano stati gli stessi capigruppo – spiega – a darmi mandato di chiedere alla segreteria generale se fosse possibile rivedere la composizione dei sette gruppi di lavoro, considerando che la maggioranza di governo è cambiata». Tradotto: da quando Sel e Idv non fanno più parte della coalizione, il Pd è rimasto in minoranza quasi in ogni commissione. «Il segretario generale – riprende Bianchi – ha confermato che variando le forze di governo variano i rapporti di forza nelle commissioni: per riequilibrarle avrei potuto aumentare i consiglieri, ma saremmo finiti alla Corte dei conti...».
Risultato: il presidente ha proposto di portare a 6 il numero dei consiglieri del Pd (alle opposizioni ne resterebbero 5) in ogni commissione ad eccezione delle prime due, che sono di “garanzia” e che spettano alle minoranze. Rifondazione e Città Diversa (che hanno due consiglieri ciascuno) manterrebbero 4 posti, mentre Idv («anche i dipietristi - fa notare Bianchi - sono due») passerebbero da 7 a 4. L’ex sindaco Lamberti (Confronto) ha accettato di restare con un unico posto, 2 per Sel, 3 al gruppo misto. A guadagnarci sarebbe il Pdl, che con la riunione del gruppo e l’acquisto di Ghiozzi, passerebbe da 15 a 17. In totale, quindi, il Pd passerebbe da 35 a 40 rappresentanze, mentre alle opposizioni ne resterebbero 35.
Lamberto Giannini (Sel) ha sbattuto la porta e lasciato la riunione sul nascere della discussione. «Fanno tutto questo – dice subito dopo – perché vogliono rieleggere i presidenti, ma le commissioni non sono cosa loro. Il Pd contesta anche le audizioni dei comitati: è vero, il regolamento dice che possono intervenire solo le associazioni, ma il problema lo hanno notato solo quando Romano (Idv) è diventato presidente della sei...?». «Se va avanti così – annuncia – rinuncerò a ogni commissione: questa proposta è irricivibile, anche perché prima c’è da risolvere il problema della tre (lavoro, porto e commercio) che non si riunisce da mesi: il resto sono quisquilie».
Lorenzo Del Lucchese (Idv) grida alla «forzatura politica» e critica anche la segreteria generale («valutazioni più politiche che tecniche»). «Il regolamento – interviene – dice che le commissioni non possono essere cambiate in corso d’opera». «Ma ho verificato col segretario – controbatte Bianchi – quello che dice per me non è contestabile». «In ogni caso il Pd – chiude Del Lucchese – fa questo per fare fuori i presidenti di Idv, ma i problemi della città sono ben altri. Poi – chiude – se non ci fossero stati Sel e Idv il sindaco sarebbe andato al ballottaggio...».
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