Il Tirreno

Livorno

L’uomo ragno e i suoi soci rifanno il look al grattacielo

L’uomo ragno e i suoi soci rifanno il look al grattacielo

Niente impalcature per i lavori alla facciata ma uomini-volanti imbracati Il proprietario della ditta: in Francia corsi di 6 mesi per questo lavoro, qui 4 giorni

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LIVORNO. Nasi rivolti verso l’alto e tanta curiosità tra chi abita nelle vicinanze di piazza Matteotti e chi, ieri mattina, si trovava a transitare dalla zona. Assicurati a corde, con caschi e imbracature, quattro operai erano appesi al Grattacielo, sospesi nel vuoto come spidermen di casa nostra. C’è chi ha pensato a qualche scommessa o a qualcuno che volesse entrare nel Guinness dei Primati. Altri invece si sono quasi infastiditi dal fatto che le strade intorno fossero chiuse al traffico mentre chi passava di lì in bicicletta, ignorava i divieti e tentava di attraversare la zona passando tra una transenna e l'altra ma veniva puntualmente rispedito indietro.

La realtà era un’altra: da ieri mattina, gli operai della ditta livornese Acrobatic System guidati dal proprietario cileno Muguel Loza Arya, stanno realizzando lavori sulle facciate esterne del Grattacielo, progettato dall’architetto pistoiese Giovanni Michelucci a metà degli anni Cinquanta e completato nel 1966.

Gli interventi servono per la messa in sicurezza dell’edificio e per questo viene utilizzata una tecnica nuova per “lavorare in quota”, questo il termine tecnico. Dunque, niente impalcature o transenne, solo corde e moschettoni. «Il lavoro è partito venti giorni fa – spiega il geometra Varo Mazzantini – ma erano state interessate le facciate “interne”, per questo nessuno aveva fatto caso agli operai, ora i lavori riguarderanno le facciate esterne e quindi c’è grande curiosità tra i cittadini. In Francia questa tecnica viene usata già da molti anni, in Italia nel 2008 uscì il permesso di impiegarla in caso di lavori che interessano accessi difficili. E’ questo il nostro caso. Così, insieme all’amministratore dell’immobile, la Media Gest Cond di Mauro Ferrarini & C., abbiamo contattato questa ditta. L’intervento era necessario – prosegue Mazzantini - i Vigili del Fuoco, durante alcuni sopralluoghi, avevano notato nella facciata parti pericolose».

Grazie all’uso di questa tecnica gli operai riescono ad arrivare sulla parte interessata senza bisogno di impalcature e poi con un picchetto controllano le zone in cemento armato danneggiate e le rimuovono. Insomma un lavoro degno di esperti acrobati, ma questi operai non si sono improvvisati scalatori, hanno dovuto seguire un corso di 32 ore tenuto dallo stesso Miguel Loza, che ha il titolo di istruttore, e dalla ditta di sicurezza Aepis.

«Purtroppo però il corso è troppo breve – spiega Miguel – questo va a scapito della sicurezza dei ragazzi, in Francia dura sei mesi. Per fortuna io ho tanta esperienza, lavoro nel settore da 23 anni e so cosa insegnare».

Ad affiancare i quattro operai, altri due lavoratori posizionati sul tetto e a terra, che hanno il compito di controllare che tutto si svolga in completa sicurezza. E per rendere possibile la ristrutturazione, l’area vicina al Grattacielo è stata transennata con l’intervento della Clc.

Gli interventi proseguiranno per altri venti giorni: fino a venerdì interesseranno la facciata che costeggia piazza Matteotti, dal 22 al 24 ottobre interesseranno quella che si affaccia su Borgo Cappuccini, mentre dal 26 al 2 novembre riguarderanno la facciata prospiciente via Montebello.

Sarà forse il primo passo verso la riqualificazione definitiva del Grattacielo e l’eliminazione delle transenne che, da anni, deturpano una parte dell’edificio?

Valeria Cappelletti

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di Redazione web