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L’Atletica Livorno: “Squadra ritirata dopo un atto insopportabile”

L’Atletica Livorno: “Squadra ritirata dopo un atto insopportabile”

La durissima lettera inviata dal direttore sportivo della società labronica Bruno Gabbi al presidente della Virtus Lucca (che è anche presidente regionale)

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Quanto avvenuto domenica scorsa a Lucca ai campionati toscani individuali di atletica leggera, continua ad alimentare la polemica a distanza tra Atletica Livorno (che si è ritirata per protesta dalla competizione) e Atletica Virtus Lucca (organizzatrice della manifestazione). Già ieri, sul suo sito, la società livornese aveva voluto giustificare - almeno in parte - la decisione del ritiro delle squadre ragazzi e ragazzi: «È dal 2011 che lotta disperatamente per cambiare il modo di interpretare l'atletica giovanile. Nell'ottica che “i regolamenti debbono rimanere immutati per un biennio” (anche se sono sicuramente migliorabili diciamo noi) i nostri ragazzi ed i nostri cadetti sono stati messi nella condizione di inferiorità rispetto ai pari età italiani (nei concorsi dei ragazzi 2 tentativi contro i 3 degli altri, 3 contro 4 per i cadetti). E perché questo? Perché le manifestazioni durerebbero troppo e diventerebbero incontrollabili dai giudici. Quando poi si incoccia in un giudice d'appello, indubbiamente preparato da decenni di attività nazionale, ma assolutamente incapace di capire cosa è una manifestazione giovanile, che perde la testa ed impedisce di gareggiare a ragazzi da decine di minuti in fila per tentare di confermare la loro partecipazione perché il tempo è scaduto, quando soltanto con pochi minuti di buon senso tutto sarebbe potuto andare a posto, si tocca il fondo e si perde la pazienza. Noi siamo dell'avviso che non è questo il modo di gestire l'attività di ragazzi che si affacciano per la prima volta all'agonismo e sempre ci batteremo per un organizzazione migliore dell'atletica. Per inciso, quanto successo a Lucca a Livorno non sarebbe successo. I nostri giudici saranno pure meno preparati ma sicuramente più umani».

Una posizione netta, alla quale si è però aggiunta un'entrata molto dura da parte del direttore sportivo della società biancoverde, Bruno Gabbi, che dopo aver letto il comunicato comparso sul sito dell'Atletica Virtus Lucca ha preso carta e penna e ha scritto al presidente regionale (che è anche presidente della società lucchese…), al segretario regionale, al fiduciario tecnico e al responsabile regionale del gruppo giudici gara. I toni sono molto severi e, soprattutto, viene ribadito che la scelta di abbandonare la gara continua ad essere considerata giusta. Ecco la lettera integrale

«L'atto di ritirare la squadra è un fatto clamoroso che potrebbe avere anche alcune conseguenze nell'ambito della società ma è stata avallata dal Presidente e da me che sono il direttore sportivo della società (almeno fino a novembre, poi si vedrà) ma è la conseguenza di un altro atto intollerabile (vorrei dire indegno) di un giudice d'appello la cui rigidità mentale mi fa pensare.

Mi occupo di atletica come tecnico, come dirigente, come giudice dal 1964 e nella mia vita sportiva non mi era mai accaduto che a una manifestazione giovanile (ragazzi e ragazze di 12 e 13 anni) fosse impedito di gareggiare, non perché erano arrivati tardi ma perché non avevano confermato la partecipazione, quando mancavano 20 minuti alla partenza (la prima telefonata arrivatami a Bergamo era delle 9,40), non erano stati stampati i fogli gara e se c'era la volontà di collaborare si potevano perdere non più di 5 minuti per inserire i 5 marciatori ed i 5 lanciatori di vortex che non erano riusciti, nel caos generale, ad arrivare al tavolo delle conferme.

Caro Presidente ti posso assicurare che se la gara fosse stata a Livorno ed io fossi stato presente non ci sarebbe stato un giudice d'appello che si sarebbe permesso di prendere una decisione del genere. Mi meraviglio che i miei sanguigni colleghi non si siano sdraiati sulla pista impedendo la partenza delle gare!

Caro Presidente è Lucca la sede più adatta per ospitare una manifestazione di tale portata con le carenze di giudici ormai cronica?

Caro Fiduciario del GGG come mai si nomina Giudice d'appello una persona abituata, non alle gare giovanili che si svolgono a volte nel caos, ma alle oliate manifestazioni nazionali e che viene innervosito dal fatto che inevitabilmente dovrà fare tardi?

Caro Fiduciario Tecnico come mai, in un momento nel quale c'é un risveglio di partecipazione (non per i nuovi regolamenti come qualcuno ha voluto insinuare in una riunione dello scorso anno, ma solo perché l'atletica costa meno degli altri sport) non si é diviso in due la manifestazione (femmine da una parte, maschi da un altra) come era nel recente passato?

Vi posso assicurare che, nonostante le mie non eccellenti condizioni di salute, ho continuato a frequentare settimanalmente le manifestazioni di qualsiasi tipo e di aver raccolto da tecnici e dirigenti critiche a volte pungenti sull'operato del CRT e del suo settore tecnico ma purtroppo ho l'impressione che tutto rimanga nel silenzio e che solo l'Atletica Livorno abbia il coraggio di dire cosa pensa.

Siamo in tempo di elezioni. Non so chi vincerà, ma fare peggio sarà molto difficile!

Vi saluto anche se con amarezza poco cordialmente».

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di Redazione web