Gioco
Licenziamenti alla Mtm-Brc altolà dai metalmeccanici Cgil
LIVORNO. «Accettando questa impostazione aziendale di prendere o lasciare si potrebbe aprire un grave precedente sul nostro territorio mettendo a rischio altri lavoratori di altre aziende nelle...
LIVORNO. «Accettando questa impostazione aziendale di prendere o lasciare si potrebbe aprire un grave precedente sul nostro territorio mettendo a rischio altri lavoratori di altre aziende nelle stesse condizioni della Mtm-Brc». I metalmeccanici Fiom Cgil vanno all’attacco sulla vicenda dello stabilimento all’interporto di Guasticce dove è a rischio il posto di più delle metà dei 133 addetti.
La segreteria della Fiom Cgil scende in campo perché, a suo giudizio, c’è bisogno di fare argine di fronte al rischio che la linea dura diventi premiante e finisca per contagiarsi anche ad altre fabbriche in crisi.
Il sindacato vuol spingere la controparte a «rivedere la posizione»: nel mirino – viene sottolineato – è il fatto che si è passati alla «messa in mobilità di molti lavoratori giovani rinunciando inspiegabilmente ad utilizzare gli strumenti di ammortizzatori sociali possibili».
Ora i metalmeccanici Cgil guardano con attenzione all’impegno annunciato dalle istituzioni locali per «invitare l'azienda a non procedere in questa direzione lesiva» quanto semmai di «consolidarsi sul territorio mantenendo in organico più lavoratori possibili» e annuncia anche analogo sforzo da parte delle «forze sindacali al tavolo di trattativa in difesa dei lavoratori, che involontariamente si troverebbero a pagare sulla propria pelle una simile situazione» .
Dalla Fiom arriva un appello a «tutte le parti in causa»: a tal riguardo, si rivendica di aver «stipulato numerosi accordi difensivi in questo periodo per fronteggiare la crisi e tutti a difesa dell'occupazione con l'utilizzo di tutti gli strumenti sociali possibili». Al tempo stesso, viene respinta l’idea di puntare a intese che, anziché prevedere questi criteri, «sarebbero figlie di accordi stipulati a livello nazionale che hanno portato effetti devastanti per tutti i lavoratori». Sarebbe, secondo la Fiom, «un segno di discontinuità pericoloso rispetto a quanto fatto su questo territorio , segnato pesantemente dalla crisi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google