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La rivolta di viale Caprera: basta movida

La rivolta di viale Caprera: basta movida

Residenti esasperati dalla confusione e dai vandalismi vanno in questura: «Gli ubriachi ci hanno sfasciato il portone di casa»

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LIVORNO. Confusione, schiamazzi fino a tarda notte e anche atti vandalici. I residenti di viale Caprera sono esasperati e ieri mattina sono andati in questura per protestare contro il caos notturno, oltre che per chiedere una soluzione al problema. Una situazione che va avanti da anni, ma che negli ultimi mesi è peggiorata, come testimonia chi abita in zona. Anche perché di recente ci sono stati anche degli episodi di atti vandalici che hanno ulteriormente urtato gli animi già provati degli abitanti della Venezia, in particolare del viale Caprera, dove si concentrano molti locali. Ma la questura assicura più controlli.

«L’altra sera hanno spaccato il portone della nostra abitazione - hanno denunciato i cittadini - Per tutta la notte siamo rimasti svegli ad ascoltare gli schiamazzi della gente ubriaca. Poi l’indomani ci siamo ritrovati con la porta rotta. Questo stato di cose è inaccettabile». Questa la veemente protesta presentata ieri mattina dal gruppo di residenti al vicequestore Paolo Rossi, che li ha ricevuti ieri mattina. Ma non è tutto: anche altri fatti creano preoccupazione negli abitanti del vecchio quartiere popolare della città. In particolare, alcuni di loro hanno portato all’attenzione della polizia un ulteriore episodio: una donna incinta l’altra sera tentava di rincasare e ha trovato davanti alla porta di casa un gruppo di ubriachi, tra cui uno sdraiato sulle scale. La residente ha provato a farsi strada, ma alla fine è rimasta “prigioniera” della situazione ed è stata anche spintonata. Si tratta di singoli casi che però, in base a quanto emerso, si ripetono molto spesso. Ma la cosa che preme di più agli abitanti è la quiete. «Noi non dormiamo più notti tranquille - dicono - Massimo rispetto per chi la sera ha tempo e modo di uscire e fare tardi, ma vorremmo rispetto anche noi da parte loro». D’altro canto, c’è da dire che un po’ di tolleranza non guasterebbe, come sottolineano i protagonisti della movida. «Vorremo solo divertirci e svagarci, i residenti esagerano - dicono alcuni giovani - e se ci sono stati degli episodi sgradevoli sono casi isolati». La protesta degli abitanti inoltre mal si concilia con le esigenze dei titolari dei locali, che specialmente in tempi di crisi come questi, non vogliono certo rinunciare al proprio giro di clientela. Da parte dei gestori c’è grande attenzione a evitare che la gente ecceda con l’alcol.

Tutta la querelle è nelle mani della polizia, che si trova a dover gestire situazioni delicate. Proprio per garantire la sicurezza e l’ordine, nelle ultime tre settimane, soprattutto nel weekend, la polizia ha organizzato delle pattuglie ad hoc per controllare il quartiere e combattere la sosta selvaggia, oltre che monitorare le posizioni di eventuali ubriachi. A questo proposito interviene Paolo Rossi: «Comprendiamo che la movida disturba: il divertimento e lo svago non devono ledere i diritti degli altri. D’altro canto, anche il lavoro dei locali va rispettato». Rossi sottolinea l’impegno costante della polizia che già dall’inizio dell’estate ha messo a punto un piano di controllo del territorio rafforzato dal questore Marcello Cardona. La questura assicura quindi un’attenzione particolare sulla Venezia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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