Sicurezza
«La commissione non si riunisce mai» Bartimmo si dimette
LIVORNO. «Rimettiamo il lavoro al centro dell'agenda politica». È questo il messaggio che, con le sue dimissioni dalla vicepresidenza della commissione consiliare economia e lavoro, Tiziana Bartimmo...
LIVORNO. «Rimettiamo il lavoro al centro dell'agenda politica». È questo il messaggio che, con le sue dimissioni dalla vicepresidenza della commissione consiliare economia e lavoro, Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci) ha voluto lanciare tanto al presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi quanto al presidente e ai componenti della commissione.
«È inaccettabile che, di fronte ad una situazione così delicata e alla continua apertura di vertenze sindacali, la commissione in questi ultimi mesi non si sia mai riunita», dice Bartimmo. «La mia scelta era già maturata da tempo ma fino all'ultimo ho cercato di dare fiducia alle istituzioni. Il nostro territorio ha sofferto in modo particolare la crisi che colpisce ogni realtà, dalle grandi imprese multinazionali a quelle piccole a gestione familiare».
La serie di convocazioni calendarizzate a partire da settembre dal presidente Luca Fiordi non sono mai state realizzate. E questa, secondo l'ex vicepresidente della Commissione «è una vera dichiarazione di disinteresse. Vista la grave situazione del lavoro a Livorno, la Commissione dovrebbe provare spontaneamente la necessità di esprimersi. Ma ciò non avviene».
Bartimmo si dichiara in disaccordo anche sulla gestione dei lavori della commissione, che «ha il compito di analisi e monitoraggio dei settori produttivi in sofferenza». Non solo questo «non è stato fatto» ma – aggiunge – «cosa ancora peggiore, le situazioni trattate sono state lasciate senza risposta, si sono perse nella nebbia. I lavoratori in questo modo non si sentono accompagnati dalle istituzioni. si sentono soli». Per Bartimmo la commissione «dovrebbe occuparsi di analizzare nuove prospettive di sviluppo, anche per incoraggiare e dare speranze ai giovani e al loro futuro». È per questo che chiede con fermezza «un tavolo di monitoraggio della crisi, un piano di programmazione dei lavori della Commissione, riunioni a cadenze fisse: insomma, che il tema del lavoro venga ritrattato in maniera doverosa».
Costanza Bonacci
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