Gioco
Ramazze anti spaccio nella ex stazione
Mentre Comune e Ferrovie si litigano le competenze, i residenti di San Marco prendono la scopa e puliscono il cortile
LIVORNO. Il Comune (giustamente) dice che è competenza delle Ferrovie. Le Ferrovie fanno orecchie da mercante. E intanto il giardinetti della ex stazione San Marco diventano una discarica a cielo aperto, oltre che un luogo di spaccio. A dare una scossa all’impasse ci hanno pensato i residenti dell’ex scalo. Domenica mattina, approfittando della giornata di riposo, hanno imbracciato ramazze e cesoie e hanno sistemato le aiuole che si trovano sotto le loro abitazioni, a pochi passi dai vecchi binari. Una pulizia necessaria: i residenti hanno preso l’iniziativa spinti dall’urgenza. In quel punto verde c’era di tutto: dalle siringhe dei tossici, che approfittano del buio e delle aiuole incolte per imboscarsi, a escrementi umani fino a rifiuti di tutti i tipi, bottiglie e avanzi di cibo in primis.
Il ramazza day è scattato alle 9 ed è andato avanti fino alle 13. Una ventina di persone, tutte residenti nel palazzo delle Ferrovie, si sono date appuntamento sotto casa nel cortile e poi hanno dato il via alla pulizia. Chi ha imbracciato la ramazza, chi le cesoie per tagliare i rami degli oleandri, con tanto di scala, e chi s’è occupato della raccolta degli scarti, mettendo a disposizione scatoloni e bustoni della spazzatura. A ora di pranzo era tutto pronto: tanta fatica, ma che soddisfazione! Lo sottolinea una delle residenti.
«Non sapevo neanche che sotto tutta quella sporcizia ci fosse l’asfalto - dice Rossella Roncucci, una delle protagoniste dell’iniziativa - Abbiamo lavorato tutta la mattina e il risultato è eccellente: ora quelle aiuole sembrano un giardinetto. Siamo molto contenti. Certo però sarebbe necessario che qualcuno supportasse i nostri sforzi: non si può fare tutto da soli».
Da anni i residenti dell’ex stazione chiedono all’amministrazione comunale e soprattutto alla proprietà di intervenire sulla situazione di degrado perenne che affligge il quartiere. Davanti alle abitazioni dei cittadini c’è tuttora un via vai continuo di giovani, soprattutto magrebini, che vanno a dormire nei meandri dello scalo. E soprattutto c’è un gran movimento di tossici che vanno a comprare la dose dai pusher nordafricani. Molti di loro approfittano della struttura colabrodo, piena di anfratti e posti in cui è facile nascondersi, per bucarsi. Cosa che crea una evidente incompatibilità con la vita quotidiana dei residenti. «Servono interventi mirati - dicono i residenti, che non si stancano di protestare - Le forze dell’ordine vengono ogni tanto ma i blitz durano qualche ora e i benefici pochi giorni. Poi tutto torna come prima. Occorrono interventi più radicali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
