Gioco
Costa Concordia, entro 10 giorni la stabilizzazione della nave
Il riassetto verticale e il rigalleggiamento della Concordia dovrebbero avvenire entro la tarda primavera del 2013. Legambiente: vigilare sul recupero
Proseguono giorno e notte i lavori del Consorzio di imprese Titan Micoperi per la rimozione del relitto della Costa Concordia naufragata davanti all'Isola del Giglio. Circa 400 gli addetti, tecnici e sommozzatori che operano nel cantiere con circa 20 mezzi navali a supporto. Entro dieci giorni sarà completata la prima fase dei lavori con la stabilizzazione della nave, prevista inizialmente il 31 agosto e poi slittata, mentre, lato mare (offshore), sono già iniziati i lavori di perforazione del fondale, per permettere il successivo posizionamento delle piattaforme sottomarine che sosteranno il relitto dopo la fase di rotazione.
Nel mese di luglio era già stato completato il progetto ingegneristico definitivo, che ha consentito di procedere agli ordinativi per la produzione di tutti gli elementi e le strutture necessarie. In 7 cantieri italiani sono infatti in fase avanzata di costruzione i 30 cassoni di galleggiamento e i 6 basamenti sottomarini (piattaforme) che saranno consegnati gradualmente, a partire da fine ottobre in attesa di essere posizionati e installati. Il riassetto verticale e il rigalleggiamento della Concordia dovrebbero avvenire entro la tarda primavera del 2013, con uno sforzo congiunto da parte di tutti i soggetti coinvolti per salvaguardare la prossima stagione estiva del Giglio. Non è invece ancora stato definito il porto italiano nel quale sarà portato il relitto.
Legambiente però teme che lo «spettacolo mediatico creato intorno all'udienza di Schettino finisca per mettere in secondo piano i lavori di messa in sicurezza della nave che sono già slittati di due mesi rispetto alla prima scadenza del 31 agosto». Secondo l'associazione ambientalista i riflettori devono essere tenuti «ben accesi sui problemi riscontrati anche dalla Protezione civile sul fondale sottostante la Concordia e sui ritardi della messa in sicurezza che si sono accumulati rispetto al programma previsto».
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