Gioco
«Restituire la borsa coi 3mila euro è stato normale. Si lavora tutti...»
Protagonista del gesto di onestà il titolare di un caseificio della Garfagnana. Era a Livorno per fare delle consegne: ha trovato il “tesoro” e ha chiamato il 113
LIVORNO. Quasi si stupisce di tanta attenzione, di finire sulle pagine dei giornali per un gesto che considera più che normale. «Non mi sarebbe venuto dal cuore a prendere quei soldi, mi sarei sentito male». Verano Bertagni, titolare dell’omonimo caseificio di Pieve Fosciana (Lucca), ieri era a Livorno per fare delle consegne e si è reso protagonista di un bel gesto di onestà. Ha ritrovato una borsa con dentro quasi tremila euro in contanti, oltre a carte di credito e assegni, e non ci ha pensato su due volte: ha chiamato il 113 e poco dopo è arrivato il legittimo proprietario, che lo ha ringraziato a lungo. Bertagni era a fare benzina al distributore della Q8 di via del Littorale.
La volante, giunta sul posto in pochi minuti, ha verificato la presenza all’interno della borsa di 2.770 euro in contanti, 24 assegni emessi da differenti soggetti, un carnet di assegni di Intesa Sanpaolo, e vari effetti personali del titolare della borsa. Il denaro e gli assegni erano i premi versati dai clienti della compagnia per le polizze assicurative. Il livornese, dopo essersi accorto di aver smarrito la borsa, si era messo a percorrere a ritroso l’itinerario effettuato in precedenza, tirando un sospiro di sollievo quando ha visto la volante della polizia al distributore e riconosciuto la sua borsa. Figuriamoci il sollievo dell’uomo nel vedere che tutto era intatto. «Si lavora tutti - dice Bertagni - e questo è un periodo già abbastanza duro di per sè, l’idea di prendere quei soldi e andarmene non mi ha neanche sfiorato. Altrimenti saremmo tutti dei furbetti e non è proprio il caso».
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