Il Tirreno

Livorno

«Basta con i tagli oppure si dimettano Cosimi e la Calamai»

di Anna Cecchini

L’ultimatum del Fials: «Va fermata la riorganizzazione dei servizi sanitari, serve il confronto sindacale»

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LIVORNO. «Basta con i tagli ai servizi, ai diritti dei cittadini e dei lavoratori. Il presidente della Conferenza dei sindaci ha rinunciato da troppo tempo a svolgere il proprio ruolo e non possiamo più accettare che la direzione dell’Asl prenda decisioni unilaterali di ristrutturazioni che si ripercuotono su cittadini e lavoratori della sanità». Quello lanciato dal Fials, sindacato autonomo della sanità, è un messaggio senza mezzi termini. O il primo cittadino (anche presidente della Conferenza dei sindaci) e la direttrice dell’Asl 6 decideranno di “collaborare” con le organizzazioni sindacali o da parte del Fials ci sarà una vera e propria contestazione, dallo stato di agitazione alla richiesta i dimissioni di Cosimi e Calamai.

Secondo il Fials la «riduzione del fondo sanitario nazionale determina allarme. Ciò non può tradursi solo in atti di valenza regionale con aumento dei ticket e tagli dei servizi dei cittadini. Bisogna cancellare gli enti inutili, ossia Società della salute e Estav toscani, fonti di rilevante spesa».

Per la situazione locale il sindacato autonomo della sanità, con le parole del segretario Massimo Ferrucci, «chiede l’immediata apertura del confronto con la Conferenza dei sindaci, perché non possiamo assistere alla ristrutturazione dei servizi dell’Asl 6 fatta con atti unilaterali della direzione aziendale». Il Fials elenca i punti nodali di questa riorganizzazione: «alcune scelte sono significative, come chiusura della chirurgia pediatrica, riduzione ai minimi termini dell’urologia, accorpamento in un unico contenitore di neurologia e pneumologia, eliminazione di 40 posti di medicina generale con affollamenti al pronto soccorso, eliminazione di 16 posti letto di ortopedia con aumento delle liste di attesa, chiusura al sabato delle attività di prelievo con aumento dei disagi per i cittadini». Tagli che secondo il sindacato sono inaccettabili, perché vanno a ledere un diritto fondamentale come quello alla salute. «Le decisioni della Asl hanno portato pesanti ripercussioni sui cittadini - spiega ancora Ferrucci - a cui l’azienda non riesce più a garantire le attività fondamentali. Ecco perché il sindaco deve cessare la sua attività sotto traccia con la direzione aziendale e deve venire allo scoperto esercitando il proprio ruolo di presidente della Conferenza dei sindaci; al contrario il suo impegno è rivolto altrove. È singolare la sua presenza alla commissione tecnica per l’ospedale di Cecina o la carica all’Agenas (agenzia nazionale per il controllo della qualità delle prestazioni sanitarie) o la presidenza dell’Anci Toscana».

Il sindacato autonomo della sanità chiede un confronto urgente a alla direzione dell’Asl, a cui chiede «di sospendere le ristrutturazioni in atto e aprire un tavolo di trattativa con organizzazioni sindacali e Rsu, tavolo al quale l’Asl deve presentarsi con un piano di riorganizzazione. Diciamo basta alla politica del “carciofo”, è necessario definire nell’ambito della programmazione generale cosa devono fare i vari ospedali, come potenziare le attività territoriali e ridisegnare laboratori di analisi, riabilitazione e diagnostica».

Il Fials se non otterrà un confronto sui temi della sanità promette battaglia, arrivando anche allo sciopero.

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