Il Tirreno

Livorno

Sindaco contro Compagnia «Crociere alla Porto 2000»

di Juna Goti
Sindaco contro Compagnia «Crociere alla Porto 2000»

Cosimi in consiglio comunale chiede il rispetto degli accordi sull’Alto Fondale e incalza l’Authority: Gallanti sia più netto per non perdere occasioni di sviluppo

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LIVORNO. «La Porto 2000 è nata per gestire i traffici croceristici. Punto». Le parole con cui ieri mattina il sindaco Alessandro Cosimi ha aperto il consiglio comunale hanno un peso doppio: in parte perché arrivano alla vigilia di una delicata direzione del Pd sul porto andata avanti fino a tarda sera, in parte perché pronunciate - non a caso - dopo che la Compagnia portuale ha annunciato di volersi tuffare (attraverso Cilp) anche nell’indotto delle love boat, aprendo nuovi problemi di concessioni all’Alto Fondale già diviso tra turisti e cellulosa.

«La questione delle crociere – interviene Cosimi – sta generando grande confusione, ma nel Piano di “zonizzazione” del porto che abbiamo discusso fino a oggi con l’Autorità portuale è indicato con chiarezza dove devono stare». All’Alto Fondale, appunto. Accosti 46 e 47. Ma sotto l’occhio di chi?

Sul bancone del sindaco c’è l’intervista rilasciata al Tirreno dall’amministratore di Cilp, Gerardo Larotonda, che snocciola i piani messi nero su bianco dai portuali. «In questa città – lancia l’altolà Cosimi – lavoriamo ex articolo 6. Significa che c’è una società strumentale dell’Autorità portuale, la Porto di Livorno 2000, che ha una finalità precisa: gestire le attività croceristiche (per le merci non ha titolo a intervenire)». Di più: «La costituzione di un traffico specifico, quello delle crociere appunto, è la motivazione per cui è stata costituita questa società. Punto. Su questo non si discute».

Ma la Cilp, che ha in concessione l’Alto Fondale destinato alla Porto 2000, ha detto chiaramente di volersi tuffare anche nelle crociere. «Lo scenario in cui su una banchina il cambiamento di traffico non pone problemi né alla realizzazione di un piano di impresa precedente né a un piano di impresa successivo – mette le mani avanti Cosimi – è un dato che francamente credo faccia tremare i polsi a chi, nell’Authority, dovrà dare una soluzione a questo problema».

La sua idea, il sindaco, la chiarisce qualche minuto più tardi: «Il piano industriale si fa sulla base di una concessione, se si modifica quel piano bisogna presentare un’altra richiesta di concessione». Poi si rivolge al presidente dell’Autorità Portuale, Giuliano Gallanti: «Non c’è contrapposizione tra l’amministrazione comunale e l’Authority, ma incalziamo Gallanti perché sia più netto». Lo ripete due volte: «Più netto. Lo invitiamo a decidere sul terreno delle norme e ad assumersi le responsabilità».

Cosa chiede in sostanza il primo cittadino? «Che si apra un tavolo per trovare un accordo, quell’accordo a cui abbiamo lavorato fino a oggi e a cui tutti avevano detto sì». Tradotto: accosti 46 e 47 alla Porto 2000 per le crociere, coda dell’Alto Fondale e altri spazi alla Compagnia per i traffici commerciali, «perché non possiamo ricomiciare a tessere la tela di Penelope su cui ogni volta qualcuno mette un piede».

«Il comitato portuale – chiude – come dice la legge deve andare avanti a maggioranza, ma sarebbe drammatico non trovare un punto di coesione sui due grandi assi che portano lavoro e ricchezza alla città, traffici e crociere. Non si può più stare fermi: si chiuda con responsabilità e con un accordo, non con mediazioni a ribasso, una fase che rischia di farci perdere occasioni di sviluppo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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