Il Tirreno

Livorno

l’arresto dei carabinieri

Preso il bandito di Banditella Può aver rapinato altre donne

di Federico Lazzotti
Preso il bandito di Banditella Può aver rapinato altre donne

LIVORNO. Il bandito di Banditella ha un nome, David Ducci, 44 anni, fiorentino di nascita ma di fatto residente dentro al furgoncino sul quale si spostava sulla costa tra Livorno e il grossetano. È...

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LIVORNO. Il bandito di Banditella ha un nome, David Ducci, 44 anni, fiorentino di nascita ma di fatto residente dentro al furgoncino sul quale si spostava sulla costa tra Livorno e il grossetano. È stato arrestato giovedì dai carabinieri e potrebbe avere sulla coscienza altre vittime oltre alla ventottenne minacciata, sequestrata e rapinata la sera del 28 settembre scorso in città.

A far pensare che potrebbe aver colpito altre volte, sono alcuni particolari. Uno su tutti il nascondiglio all’interno del quale i carabinieri hanno ritrovato la pistola giocattolo che ha puntato contro la donna per convincerla a farsi portare al bancomat a prelevare. «L’arma – spiega il colonnello Francesco Zati – era dentro a un cassetto ricavato all’interno del furgone nel quale l’uomo viveva e si spostava». In altre parole se continuava a tenere la pistola con sé significa – secondo gli investigatori – che nella migliore delle ipotesi era pronto per provarci ancora. «Anche perché – aggiungono – in qualche modo doveva campare non avendo un lavoro».

Il giorno della rapina la donna era nella sua auto, ferma in via Puini e doveva raggiungere i suoi amici per fare aperitivo. Un quarto d’ora più tardi gli stava consegnando 250 euro in contanti. Scusa ma è stata una brutta giornata», le avrebbe detto salutandola.

A spingere gli investigatori sulle tracce di David Ducci due elementi: il racconto «molto dettagliato» della vittima e le immagini registrate «da diverse telecamere», a cominciare da quella dell’agenzia Mps di via dei Bagni, nella zona di Antignano. «Purtroppo – spiega chi ha indagato – le registrazioni erano molto buie e sgranate, quindi avevamo un identikit di massima: altezza, abbigliamento, accento. E un profilo: non livornese e molto probabilmente di passaggio».

Quando giovedì pomeriggio i carabinieri hanno fermato nella zona del Cisternino il furgone con a bordo Ducci, disoccupato con un passato tra droga e i rimessaggi per le barche, hanno trovato un paio di grammi di cocaina e decine di siringhe nel bagagliaio.

È stato quando il quarantaquattrenne è entrato in caserma che uno dei militari che stava lavorando alle indagini sulla rapina di Banditella lo ha riconosciuto. «Ha la stessa andatura, gli stessi abiti, e l’altezza corrisponde», ha detto ai colleghi. Il passo successivo è stato quello di chiamare immediatamente la vittima della rapina per un confronto fotografico. «Appena le abbiamo messo le immagini davanti ha riconosciuto il bandito».

Con tutti gli elementi in mano gli investigatori si sono presentati dal pubblico ministero Antonella Tenerani che ha chiesto l’arresto con l’accusa di sequestro di persona e rapina. Questa mattina l’uomo comparirà davanti al giudice per la convalida del fermo.

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