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Nel Pd malumori su Gallanti «Non siamo disposti a fare sconti»
LIVORNO. L’incontro, acceso, è andato avanti fino a tarda sera (presenti anche il sindaco Cosimi e il presidente Kutufà). Sul tavolo della direzione del Pd, convocata ieri da Yari De Filicaia per...
LIVORNO. L’incontro, acceso, è andato avanti fino a tarda sera (presenti anche il sindaco Cosimi e il presidente Kutufà). Sul tavolo della direzione del Pd, convocata ieri da Yari De Filicaia per parlare di porto, c’è finito un documento dove i vertici del partito hanno messo nero su bianco che «la fase della discussione è esaurita da tempo, ora è il momento del fare: la città ha bisogno che il porto svolga totalmente la sua funzione e su questo non saremo più disponibili a fare sconti». Nel documento il Pd giudica «non più rinviabile la messa in campo di alcune azioni» per «evitare il rischio di ulteriori momenti di tensione».Ovvero: «Tradurre nel Piano operativo triennale (prossimo all’approvazione) il Piano di zonizzazione che rimarca la polifunzionalità del porto e fornisce risposte a tutte le tipologie di traffico»; «colmare i ritardi e procedere con i dragaggi anche portando via navei fanghi verso siti europei», perché «i danni causati dai ritardi non sono più quantificabili». Poi l’sos lavoro: «Attualmente sono circa 700 i lavoratori sostenuti con gli ammortizzatori sociali, di questi circa 150 nei prossimi anni rischieranno seriamente il posto di lavoro. Non è più una questione rinviabile, a Livorno non possiamo permetterci di perdere un solo posto di lavoro visto che la comunità portuale, in questi mesi, non è riuscita a dare risposte anche al problema di alcuni lavoratori».
I termini “ritardi”, “Authority” e “non più rinviabile” si ripetono lungo tutto il testo. Fino a toccare i nodi cruciali del malcontento che ieri sera si è respirato nelle stanze del Pd nei confronti di Gallanti. Un nodo è il progetto della raffineria a olio nella zona ex Seal, Paduletta: «Il Pd è favorevole a dare spazio agli investimenti e il ruolo dell'Authority è anche quello di attrarre investitori (...), purchè non si vada a stravolgere la programmazione che la stessa Authority ha indicato». E viene citato il terminal multipourpose che «offrirebbe opportunità a numerose imprese e lavoratori, liberando aree del porto che fin da subito potrebbero dare risposte alle crociere». Altro punto delicatissimo, la privatizzazione della Porto 2000: «Il Pd ribadisce la propria contrarietà, soprattutto in questa fase e prima della stesura del Piano regolatore. Se la legge obbligherà l'Authority a scendere sotto la quota azionaria del 51%, sarà opportuna l'entrata di soggetti pubblici».
«Espliciteremo la nostra azione politica – è la nota polemica dei vertici Pd – in tutte le sedi in cui siamo rappresentati, senza "tirare la giacca" a nessuno, bensì con la volontà di creare un modello di sviluppo concertato e governato. Il governatore Enrico Rossi ha dichiarato che è il momento di agire: È lecito aspettarsi da parte sua dei richiami ma è necessario che Livorno e il suo porto abbiano una centralità nella discussione regionale in modo più marcato, anche in virtù del riordino delle Province». «Da ultimo – chiude il documento – riteniamo necessario avviare una discussione in città sullo stato e sulle modifiche della Legge 84/94 in discussione al Senato, per capire quali saranno le ricadute sul porto».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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