Il Tirreno

Livorno

Bellabarba, scontro in consiglio

Ancora tensioni sulla discarica: salta l’atto unanime per la cassa ai lavoratori

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LIVORNO. Il consiglio comunale, ieri mattina, era stato convocato per “partorire” un documento unanime - almeno questo era l’auspicio di molti capigruppo, palesato in apertura da Marco Cannito (Città Diversa) - a sostegno dei lavoratori della società Bellabarba, presenti in sala. O meglio a sostegno - così come richiesto dai sindacati - della richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata dalla società al ministero. Un atto politico - istituzionale, insomma, per dare un segnale a chi dovrà firmare il decreto in una fase in cui sono moltissime, in tutta Italia, le aziende in difficoltà. Ma con la discussione, andata avanti per ore, si è riacceso lo scontro sulla discarica (sotto sequestro) del Limoncino. Così alla fine nessuno degli atti presentati dalle forze politiche con sfumature diverse (Pdl, Città Diversa, Rifondazione con Sel e Idv, Pd) ha incassato il sì di tutto il consiglio. È stato approvato solo l’ordine del giorno presentato dal Pd che, oltre a sollecitare l’attivazione della Cigs, «ritiene indispensabile che si determino le condizioni per garantire la continuità produttiva dell’azienda Bellabarba» auspicando che «il percorso intrapreso dalla magistratura arrivi quantoprima a compimento per chiarire la situazione».

Non sono mancati momenti di tensione e colpi di scena, come quando Adriano Tramonti (Pd), riferendosi ai vertici della Provincia, si è detto pronto a «chiedere le dimissioni di chi non si assumerà le proprie responsabilità politiche». Scontro tra il Pd e le forze di opposizione, soprattutto Idv, accusate di «aver prima scatenato i comitati e poi cercato di dire che sono pronte a difendere i lavoratori».

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