Il Tirreno

Livorno

Crociere, Cilp cerca alleati per gestirle

di Mauro Zucchelli
Crociere, Cilp cerca alleati per gestirle

Il numero uno della società: «Non ruberemo a nessuno mestiere e posti di lavoro ma quella concessione è nostra»

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LIVORNO. All'Alto Fondale, cuore del porto delle crociere prossimo venturo, l'ex magazzino Dole è in mano alla Compagnia portuale attraverso la Cilp fino a fine anno e la banchina è in concessione, anch'essa ai portuali, fino al 2024.

È una sottolineatura che, in più di un'ora e mezzo di colloquio senza tanti diplomaticismi, sarà spesa solo una volta da Gerardo Larotonda, chiamato dalla Compagnia al capezzale della Cilp da Torino come amministratore unico per imprimere una svolta manageriale.

Lo dice una sola volta perché ce la mette tutta per girare al largo da qualsiasi cosa che suoni come una polemica: eppure è lì che si gioca il match delle crociere.

Lei è seduto su quella sedia da 40 giorni e i portuali invece che le merci vogliono mettersi a fare le crociere…

«La correggo su entrambi i punti. Non sono il mago che arriva con la bacchetta magica pretendendo che i portuali cambino mestiere: questo è un progetto che in via San Giovanni stavano già elaborando da qualche tempo. E soprattutto non vogliamo cambiare mestiere, ma fa parte di una strategia di diversificazione e completamento dei servizi logistici».

Eppure lì sul tavolo c'è un progetto di terminal commissionato dalla Cilp per le crociere all'Alto Fondale con una nuova stazione passeggeri…

«Sgombriamo il campo da un equivoco. Forse le love boat non creano tutto quel valore che si dice ma smettiamola con l'idea di mettere l'un contro l'altro armati le crociere e i traffici merci. Il nostro progetto nasce proprio da una volontà di integrazione funzionale fra questi due settori».

Il piano regolatore di Gallanti dice che lì all'Alto Fondale dovranno andare le navi da crociera, voi come la mettete?

«Il progetto risponde in pieno all'esigenza di rispettare il futuro Prg. Ma anche, se posso aggiungere, la zonizzazione che lo anticipa e il piano operativo triennale del “porto dei porti” che prevedeva in quei magazzini la cellulosa».

L'Authority, come l'ha presa?

«Al workshop in Fortezza ho notato che il presidente Gallanti si è dichiarato attento a proposte imprenditoriali, mandando segnali di apertura».

Avete fatto causa alla Porto 2000 o all'Authority per la "precedenza" data alle navi da crociera sulle vostre banchine?

«Le notizie apparse sugli organi di stampa relative ad azioni legali del genere sono false».

Al conclave sulle crociere il governatore Rossi ha dato uno scossone richiamando, lui così come il sindaco, l'esigenza di uscire dalle rendite di posizione e di decidere. Vi hanno fischiato le orecchie?

«Io dico che le parole del presidente della Regione, tutt'altro che formali o di circostanza, le condivido completamente. E il nostro progetto va in quella direzione».

Ma un progetto del genere ha bisogno di investimenti rilevanti: e la Compagnia portuale ora è in difficoltà…

«I conti li stiamo mettendo a posto ma sbaglia chi pensa che si tratti di numeri da sistemare solo tagliando. C'è bisogno anche di darsi una strategia industriale che si orienti anche a nuovi business: continuiamo a credere fortemente nei nostri punti di forza nei traffici merci, ma perché lasciar perdere lo sviluppo che le crociere hanno avuto qui da noi?».

Lei ha dribblato la domanda: avete bisogno di un partner privato. Del resto, non sarebbe una novità visto che li avete in Ltm e in Darsena Toscana, tanto per dirne un paio, e li avevate nel Tco

«Abbiamo consolidati rapporti commerciali con compagnie di navigazione di primissimo piano in questo campo che hanno dimostrato forte interesse verso questo progetto».

Tradotto: chi? Faccia i nomi.

«Non fa parte della mia cultura professionale spendere il nome di nessuno finché non ho siglato l'accordo e sono in grado di annunciarlo pubblicamente…».

Ma di fatto è una candidatura a "rubare" il mestiere alla Porto di Livorno 2000…

«Capisco che per i giornalisti la polemica sia il sale degli articoli. Non è così per me: a me interessa costruire, non polemizzare».

Sta di fatto che ora mentre nel settore merci ci sono tanti terminalisti privati, nel campo delle crociere c'è solo la Porto di Livorno 2000 (che è dell'Authority) e voi ora volete mettervi a fare le crociere....

«Bisogna avere ben chiaro un punto: la nostra non è una proposta che mira a sostituire i servizi croceristici attuali né a rappresentare una minaccia per quegli standard occupazionali. Invece che farmi trascinare nelle polemiche, a me interessa mettere l'accento su un progetto imprenditoriale terminalistico che si basa su due aspetti chiave: da un lato, una certezza dell'attracco che non penalizzi né i traffici commerciali né i traffici delle crociere…»

E dall'altro?

«L'abbiamo chiamato "progetto cambusa»: cioè quei servizi accessori che ruotano attorno alle merci da portare a bordo di queste città galleggianti che sono le grandi navi da crociera».

Da soli?

«No, anche in questo caso siamo in partnership con imprenditori che condividono il modo di intendere questo genere di servizi. E parlo di imprese del settore portuale, della ristorazione, della grande distribuzione e della logistica. Credo che, senza enfatizzarlo più di tanto, il nostro sia un contributo per costruire un pezzetto di sviluppo a beneficio della comunità locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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