Il Tirreno

Livorno

Tagli, la scuola scende in piazza

La Cgil di Livorno alla manifestazione fiorentina. Villa: «Sos precari e sicurezza»

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LIVORNO. Ci sarà anche la Flc Cgil di Livorno alla manifestazione regionale (con annesso sciopero) in programma domani a Firenze per contestare gli ulteriori tagli, per quasi 200 milioni di euro, alla scuola pubblica.

Anche a livello cittadino ci sono molte situazioni che vengono messe sotto la lente d'ingrandimento da Patrizia Villa, segretario generale Flc Cgil Livorno. «Nella scuola d'infanzia del Gabbro – dice – sono state rilevate tracce d'amianto, ma non è ancora stato preso alcun provvedimento».

Al liceo Cecioni, aggiunge, «le scale di emergenza in comune col Buontalenti non sono sicure, senza contare che non esiste un piano di evacuazione. Inoltre le porte di sicurezza adiacenti alle scale risultano spesso aperte e con la totale assenza di sorveglianza per la mancanza di personale. La sicurezza deve essere al primo posto». Non senza problemi anche la succursale del liceo, in via Zola, dove oltre ad alcuni buchi nelle pareti di cartongesso, risulta ko l'impianto di riscaldamento.

«La manifestazione intende riaccendere i riflettori sulla scuola pubblica – riprende Villa – che sono stati spenti per troppo tempo. Vogliamo denunciare gli enti locali nel momento in cui saranno fatte richieste per alcuni interventi necessari e queste non verranno soddisfatte».

Un contesto difficile anche per altre scuole provinciali. A detta del segretario generale, infatti, all'Isola d'Elba è stato registrato l'impiego di collaboratori scolastici su tre differenti scuole, a causa dei tagli fatti al personale. Al Niccolini-Palli, invece, su un totale di 45 alunni bisognosi, ci sono solo 18 insegnanti di sostegno. «Situazione contraria alla legge – sottolinea – poiché il rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni che lo necessitano deve essere di uno a due».

Villa punta il dito contro alcuni bandi ritenuti «assurdi, come il concorso dei precari, quando invece sarebbe necessario rendersi conto di quali siano le classi di insegnamento realmente esaurite, come ad esempio educazione tecnica e professionale e spagnolo».

«Diciamo no – chiude – a una Spending review che sottrae alla scuola quasi 200 milioni di euro e chiediamo di razionalizzare le spese per quanto riguarda le risorse informatiche e i servizi di pulizia. Affidare queste mansioni a dipendenti comunali risulterebbe molto più conveniente che affidarle a ditte esterne».

Lorenzo Bonelli

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