Gioco
Ladro ruba in casa del parroco don Gino «C’erano solo spiccioli»
Don Franchi preso di mira dai topi d’appartamento nella fuga il malvivente si è buttato da una finestra
LIVORNO. «Ero uscito alle 6.30 per andare a cercare funghi. Poi alle 8.30 la donna delle pulizie mi ha chiamato per dirmi che la casa era tutta sottosopra: i ladri sono entrati nella canonica, hanno persino smontato dei pezzi, e alla fine hanno portato via i pochi spiccioli, lasciando i centesimi. Credo che il furto sia avvenuto poco dopo la mia uscita di casa...». Don Gino Franchi, parroco della chiesa di Sant’Anna Seton, in piazza Lavagna, è sconsolato mentre racconta la brutta avventura da lui vissuta martedì mattina. Rubare a un prete richiede una buona dose di spregiudicatezza. I malviventi sono entrati in azione all’alba. Hanno spaccato la serratura della porta e, una volta all’interno dell’abitazione, si sono scatenati. Hanno aperto armadi, cassetti, credenze e altri mobili. Hanno messo tutto all’aria finché, all’interno di una scatolina, hanno recuperato alcuni risparmi, in spiccioli, che don Gino aveva messo da parte. Non solo: con un cacciavite hanno addirittura smontato un tubo del riscaldamento - da cui partono altre condotte - forse credendo che all’interno ci fosse una cassaforte. Tuttavia, non hanno trovato nulla, in quanto i tubi erano vuoti. «È una cosa strana - commenta il sacerdote - Non mi spiego come abbiano fatto a sapere che a quell’ora sarei andato via. Molto probabilmente mi hanno visto mentre uscivo, ma suppongo che sia stato un caso...».
Da chiarire la tempistica. E qui emerge il don Gino detective, un po’ alla don Matteo, che fa le sue deduzioni e cerca di ricostruire i fatti. Alle 6.30 il prete ha lasciato l’appartamento per andare a funghi. Nello stesso pianerottolo, in piazza Lavagna, c’è una casa accoglienza, gestita dallo stesso sacerdote, dove in questi giorni c’era un ospite che veniva dall’isola d’Elba. Questi è uscito di casa alle 7.30, un’ora dopo don Gino. Molto probabilmente, come hanno ricostruito i carabinieri e come ha concluso lo stesso prete, i rumori fatti dall’ospite uscendo di casa hanno spaventato e disturbato il ladro, inducendolo a scappare. E infatti nell’abitazione dove c’è stato il furto ci sono chiari segni di una fuga improvvisa. Lo spiega il sacerdote: «Il ladro è scappato da una finestra sul retro, saltando da un’altezza di tre metri. E nel cortile dove è piombato ho trovato degli spiccioli, che evidentemente ha perso nella corsa. Ciò vuol dire che qualcuno l’ha disturbato. Io penso che quel qualcuno sia il mio ospite: il malvivente forse credeva che stesse entrando qualcuno in casa. Anche perché poi alle 8.30, quando è arrivata la donna delle pulizie, il furto era già fatto».
Una serie di indizi porta il sacerdote a ipotizzare che autore del colpo potrebbe essere un nomade. E qui viene fuori ancora una volta l’anima da investigatore di don Gino: «Il ladro ha lasciato tutti i centesimi, prendendo solo le monete di taglio maggiore - dice il prete - poi ha usato il cacciavite per smontare i tubi e infine ha fatto quel salto di tre metri dalla finestra: questi elementi sono tipici dei rom. Credo che la crisi economica c’entri poco: c’è gente che ruba per vizio. In ogni caso ora dovrò rinforzare la porta».
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