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E sotto al Palazzo di Vetro spunta un polo per le associazioni

E sotto al Palazzo di Vetro spunta un polo per le associazioni

LIVORNO. Sulla cancellata lato via Galilei sono spuntati i pannelli. In via Maria Terreni, invece, ecco citofoni e cassette della posta. Sotto al Palazzo di Vetro - in silenzio e senza, è proprio il...

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LIVORNO. Sulla cancellata lato via Galilei sono spuntati i pannelli. In via Maria Terreni, invece, ecco citofoni e cassette della posta. Sotto al Palazzo di Vetro - in silenzio e senza, è proprio il caso di dirlo, troppi riflettori - è nato un polo delle associazioni. Nel lungo corridoio bianco scandito da porte blu e finestre a mezza altezza che si affacciano sul parcheggio di fronte al Teatro C, si sono già trasferite le associazioni dei partigiani (Anpi e Anppia), l’associazione degli ex internati (Anei), l’Unicef, l’associazione “140 nessun colpevole” che riunisce i familiari delle vittime del Moby Prince, l’Arci Solidarietà.

In base alla convenzione firmata a suo tempo con i proprietari del Palazzo di Vetro, infatti, dopo la trasformazione del complesso al Comune sarebbero dovuti andare gratuitamente sia i 25 posti auto che il piano seminterrato. Circa 800metri quadri già ristrutturati, dove l’amministrazione ha deciso di ricavare spazi per le associazioni.

Alcune, nel tempo, sono state sfrattate, altre - come Unicef e Anpi - portavano avanti provvisoriamente le proprie attività sugli scali del Corso, pagando un affitto a Spil, società controllata dal Comune. Sotto al Palazzo di Vetro, stando a quanto riferito dagli stessi rappresentanti di alcune associazioni, le diverse realtà pagano una sorta di affitto politico in base agli spazi occupati (l’Anpi, ad esempio, paga circa 200 euro al mese), più le spese per le utenze (telefono, riscaldamento...) e le pulizie.

Il seminterrato è molto grande e a quanto risulta l’intenzione è di ricavare nuovi spazi per altre associazioni. C’è un lungo corridoio su cui si affacciano le porte blu con il nome dell’associazione e il simbolo del Comune. In alcune stanze, ritagliate tra le colonne del palazzo, ci sono ancora gli scatoloni con megafoni e foto che saranno sistemati sugli scaffali nelle prossime settimane. Poi i bagni all’estremità del corridoio e uno stanzone adattato a sala conferenze già intitolato ai partigiani livornesi Nelusko Giachini e Danilo Conti. Il piano è provvisto di discese e bagni per i disabili. Davanti c’è il Teatro C, con la speranza che dallo “scantinato”, insieme alla cura della memoria, salti fuori un polo giovane, delle idee. L’inaugurazione ufficiale degli spazi è in calendario per il 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani. (j.g.)

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