Gioco
Ecco i rimborsi di tutti i consiglieri
Il presidente Di Bonito mette in fila le spese del Consiglio
LIVORNO. Quanto ci costa il consiglio provinciale? Nei primi sei mesi del 2012 - tra rimborsi per la benzina e le trasferte, telefoni di servizio e gettoni di presenza - Palazzo Granducale ha speso per i suoi 30 consiglieri 79.712 euro, che proiettati su base annuale fanno circa 160mila euro (dal conteggio è esclusa l’indennità di carica del presidente, Fabio Di Bonito, che è di 55.361 euro lordi, al pari di un assessore).
In altre parole per i consiglieri vengono spesi, in media - e con le differenze del caso - poco meno di 450 euro al mese. Dentro ci stanno i gettoni di presenza liquidati per consigli e commissioni (57,40 euro lordi a seduta, che fanno circa 180 euro al mese a consigliere) e i rimborsi: sia quelli per “espletare il mandato”, ovvero la spesa per spostarsi da casa a Palazzo Granducale col proprio mezzo, che quelli per le trasferte accordate dal presidente. A queste spese si aggiungono i telefoni cellulari che spettano a capigruppo, presidenti di commissione, presidente del consiglio e vicario.
La benzina? C’è l’autocertificazione. Nei primi sei mesi di quest’anno i consiglieri che risiedono fuori Livorno hanno chiesto un rimborso per la benzina, come previsto dalla legge, pari a 33.240 euro. Il carburante viene rimborsato nella misura di un quinto del costo medio per chilometro. Come viene presentata la richiesta di rimborso? Basta l’autocertificazione. Qualche anno fa, racconta Di Bonito (Pd), «la Provincia tentò di istituire una sorta di registro delle presenze extra consigli e commissioni (che sono documentati) ma risultò illegittimo e fu tolto...». Così oggi, come previsto dalla legge, si presume (e ci si augura) che ogni eletto metta in conto esattamente quanto spende (per i pedaggi serve il ticket).
Coluccia on the road. Spulciando i dati forniti ieri da Di Bonito, il rimborso per “espletamento del mandato” che salta all’occhio è quello di Giuseppe Coluccia (Pd): da gennaio a giugno il consigliere della Val di Cornia ha speso 7.143 euro di carburante. «Ma va detto – prende la parola Di Bonito – che Coluccia risiede a Grosseto e fra tutti i colleghi è quello che ha raggiunto Palazzo Granducale più volte, con 40 presenze gettonate».
Le trasferte. Quanto alle spese per le “missioni” dei consiglieri, la somma uscita dalle casse di Palazzo Granducale ha superato di poco gli 11mila euro. «Negli ultimi due anni – dice Di Bonito – abbiamo drasticamente ridotto i viaggi istituzionali. Questa somma è stata raggiunta considerando il fatto che tra i nostri consiglieri ci sono molti rappresentanti dell’Upi e dell’Aiccre, che fanno trasferte a Roma e a Firenze». Dentro ci sono i 3.877 euro di Maurizio Zingoni (Pdl), dell’ufficio di presidenza nazionale dell’Upi. Poi Roberta Naldini, Maida Landi, Benito Gragnoli (Pdl) e altri. Compreso Di Bonito che riferisce che «una parte dei miei 1.663 euro di missioni dipende dal viaggio della Memoria fatto a Trieste, con alcuni pernottamenti». Quando sono in missione, i consiglieri ricevono un rimborso, dietro presentazione di scontrini e ricevute, che varia da un massimo di 28 euro per i viaggi di durata inferiore a 6 ore a un massimo di 184 euro se supera le 18 ore con notte in albergo.
Cellulari: Vaccaro in testa. Il cellulare di capigruppo, presidenti di commissione, presidente del consiglio e vicario lo paga la Provincia: in tutto 2.748 euro di bollette tra gennaio e giugno. «Non c’è un tetto di spesa – spiega Di Bonito – l’utilizzo del telefono viene tenuto d’occhio dall’ufficio di presidenza. Negli ultimi mesi – rivela – sono stati monitorati due accessi». Ovvero quelli del vicario Alessandro Corsinovi (Pdl) e dell’ex capogruppo del Pdl, Costanza Vaccaro: nel primo caso sono stati spesi 413 euro, nel secondo 577. Si sono fermate a 45 euro, invece, le chiamate del capogruppo del Pd, Elis Bufalini, che a marzo, fa sapere Di Bonito, ha restituito alla Provincia il cellulare di servizio.
I soldi dei gruppi? In ricariche. Altra cosa sono i fondi destinati ai gruppi politici: 516 euro a consigliere, circa 15.500 per l’intero consiglio. Sono soldi che ogni partito gestisce autonomamente e che dovrebbero servire all’attività politica (compresi congressi, iniziative...). Nel 2011 ne sono stati spesi in tutto 3.964, 3500 dei quali - rende noto Di Bonito - dal gruppo del Pdl per acquistare ricariche telefoniche. Il resto sono serviti a pagare pargheggio e permesso Ztl (58 euro a consigliere) di capigruppo e presidente (hanno rinunciato Comunisti italiani e Udc). Quest’anno, invece, il fondo è stato bloccato dai vincoli legati al patto di stabilità: sono stati usati solo 348 euro per i permessi Ztl (hanno rinunciato Idv, Lega nord e Udc).
«Pesiamo appena per lo 0.3». Di Bonito c’ha messo qualche giorno prima di dare il via a quella che definisce «operazione trasparenza». «Mi sono confrontato col mio capogruppo e col presidente Kutufà – ripete – e per evitare strumentalizzazioni ho deciso di dare tutto il dettaglio della spesa». Che comunque è pubblica. «Sono molto arrabbiato – si scalda – anche con i giornali, perché si sta facendo delle province un capro espiatorio. I dati dimostrano che siamo di fronte a spese corrette, dietro a questi numeri non possono nascondersi furbetti, non vogliamo finire nel calderone dello scandalo delle Regioni». «Conti alla mano – chiude – il consiglio pesa al massimo per lo 0,3 per cento sul bilancio dell’ente». Considerando che le spese correnti superano i 60 milioni. Un po’ come se ognuno dei circa 343mila livornesi da Colle all’Elba versasse ogni mese 0,001 euro. Altra cosa è la giunta: come riportato qualche giorno fa dal Tirreno, tra indennità e rimborsi, per assessori e presidente, la spesa supera i 700mila euro all’anno.
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